Decreto terremoto, parla Patuanelli (M5S): “Cosa sta facendo il nuovo governo”

Interviste

Ricostruzione post terremoto nell’Italia Centrale, l’aula del Senato ha approvato la conversione in legge del Decreto che proroga  lo stato d’emergenza, con le relative modifiche discusse ed approvate dalla Commissione Speciale. Ma come intende agire il Governo Conte per dare risposte definitive su modalità e tempi ai cittadini delle zone terremotate? Lo Speciale ne ha parlato con il capogruppo del Movimento 5Stelle al Senato Stefano Patuanelli che ha illustrato le disposizioni urgenti messe in atto in favore delle popolazioni colpite. Zone dove a distanza di quasi due anni ancora si lavora per rimuovere le macerie. Gli abitanti vogliono sapere con certezza quando e come potranno tornare alle loro case. La paura è quella di non veder più ricostruiti gli immobili e quindi di veder trasformati i Comuni devastati in paesi fantasma.

Senatore, il Governo Conte sembra deciso a mettere mano seriamente alla ricostruzione per dare risposte ai terremotati. Quali sono stati i primi interventi?

“La prima cosa importante da fare era quella di prorogare lo stato di emergenza fino al dicembre del 2018, allineando la scadenza alla cessione del mandato del commissario per la ricostruzione. L’intenzione ora è quella di operare nella legge di bilancio per aumentare le coperture economiche, dal momento che lo stato d’emergenza è finanziato con oltre 300milioni di euro soltanto per quattro mesi, da agosto a dicembre. Noi ovviamente puntiamo ad andare oltre.  Abbiamo poi allineato le scadenze di altri provvedimenti che riguardano l’area del cratere, come la proroga del pagamento dei mutui dei Comuni e dei privati, le misure di agevolazione fiscale e la busta paga pesante. Tutti provvedimenti prorogati e allineati almeno a fine 2018 in modo da non dover più intervenire su misure finanziarie con necessità di coperture per il resto dell’anno. L’impegno del Governo e della maggioranza sarà quello di rifinanziarie in sede di bilancio tutte queste misure economiche in favore del reddito dei cittadini e delle imprese “. 

Per ciò che concerne la struttura commissariale come pensate di agire?

“Questa valutazione competerà al Governo. Io posso soltanto dire che il commissario Paola De Micheli ha avuto un comportamento istituzionale esemplare, collaborando fattivamente con questa nuova maggioranza. Poi il commissario farà le sue valutazioni e il Governo farà le proprie”.

Quali saranno quindi le priorità della ricostruzione per il Governo Conte?

“Ora il Decreto dovrà passare alla Camera e speriamo che entro il 28 luglio sia convertito in legge. Questo il primo passaggio. In sede di bilancio bisognerà poi capire quali fra gli elementi emersi nelle audizioni della Commissione Speciale potranno essere realmente attuati per velocizzare la ricostruzione. Elementi importanti che purtroppo non abbiamo potuto includere in questo Decreto a causa delle oggettive difficoltà di reperire le coperture necessarie. Ora che abbiamo prorogato lo stato di emergenza avremo il tempo di valutare come e dove trovare le risorse”. 

In alcuni comuni, vedi Amatrice e dintorni, si stanno ancora rimuovendo le macerie. Come pensate di dare risposte ai cittadini delle prime, ma anche delle seconde case considerando che quei territori vivono grazie al turismo?

“La situazione più critica è questa, uscire dallo stato d’emergenza e iniziare la ricostruzione. Al momento siamo intervenuti attraverso dei provvedimenti che hanno riguardato le piccole difformità presenti sugli immobili che però bloccavano la possibilità di accedere ai contributi, e avviato la sanatoria di situazioni legate a vecchi condoni che non avevano avuto conclusione. Poi abbiamo predisposto un procedimento rivolto a condonare, soltanto provvisoriamente, quelle piccole casette in legno che si sono autocostruiti i proprietari di immobili danneggiati e non più abitabili, per poter continuare a vivere nel proprio territorio, vicino alla propria casa. Opere non conformi che hanno comportato anche procedimenti penali. Abbiamo quindi applicato una norma che va a sanare lo status quo fino al momento in cui l’immobile collegato non sarà nuovamente abitabile. A quel punto la casetta in legno andrà demolita trattandosi comunque di un abuso. Il caso di nonna Peppina che tutti conosciamo”. 

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