MIGRANTI/Crisi Merkel-Seehofer superata, i termini dell’accordo

Politica

Merkel ha incontrato il ‘ribelle’ Seehofer’ e sono state scintille ma l’incendio non è divampato. La crisi di governo è superata: la cancelliera leader della Cdu, ha raggiunto un “accordo” con il suo ministro dell’Interno esponente della Csu.

Il faccia a faccia, udite udite, è avvenuto nell’ufficio di Schaeuble che per un giorno ha “indossato” l’insolita veste di mediatore. Alla fine niente dimissioni, né dell’uno né dell’altro.

“L’impegno raggiunto mi consente di continuare con il ruolo di ministro dell’Interno, delle Costruzioni e della Patria”, ha spiegato Seehofer annunciando “un chiaro impegno su come evitare l’immigrazione irregolare ai confini tra Austria e Germania”.

Si parla di “centri di transito”, sarebbero loro la soluzione prospettata dalla Germania per rifiutare l’ingresso di richiedenti asilo da altri Paesi dell’Ue. Ossia non tutti passano, ci sarà una richiesta e molti di loro verranno respinti. Indovinate verso dove? Verso i Paesi dove sono entrati la prima volta e hanno fatto richiesta.

L’Italia, Malta, Spagna ma anche la Francia certo non ne saranno contente ma per la Merkel è la salvezza un accordo del genere perché gli permette di mostrare la sua solidarietà ma dal pugno duro. Solo così potrà dimostrare di sapere ordinare e gestire la migrazione secondaria, che finora per come amministrata le ha portato solo critiche e disagi.

Insomma la distensione tra i due esponenti tedeschi pare essere stata raggiunta e la Csu rimane nella coalizione di governo, seppure sempre pronta a criticare e a mettere in pericolo la governabilità della Merkel, già a rischi anche per colpa della Spd, un’altra minaccia serpeggiante.

Non può che restare una soluzione momentanea anche se il capogruppo dell’Unione Volker Kauder ieri pomeriggio ha rassicurato sulla volontà di tutti di voler “restare uniti” ai gruppi parlamentari. Ma certo risuonano e rimangono una minaccia perenne per la Merkel quelle parole del suo ministro degli Interni: “Non mi faccio licenziare da una cancelliera che è tale solo grazie a me. Io dovrei piegarmi, ma non posso farlo”.

Potrebbe dunque trattarsi solo di una prima crisi, che sarà seguita da altre minacce di far saltare il governo, magari la prossima volta il nodo da sciogliere saranno le Europee… E che nodo LEGAto.

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