L’appello del Papa a Banca Mondiale e FMI: inclusive e sostenibili o son guai

Economia Politica

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Per costruire un modello economico “più inclusivo e sostenibile” le istituzioni finanziarie “hanno un importante ruolo da giocare”. L’appello è di Papa Francesco nell’udienza ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla Laudato sì  e riguarda direttamente il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Arriva il monito in un momento in cui è chiaro che vadano individuate meglio le categorie più in sofferenza, le condizioni del lavoro, le esigenze e le aspirazioni dei giovani.

Per finanziare i privilegi si son persi per strada i poveri, sempre più dimenticati e senza possibilità di sviluppo, una preoccupazione quella del Papa che nasce anche dall’emergenza migranti, di un’assoluta gravità e di difficilissima gestione.

“La speranza – ha aggiunto Francesco citando la Caritas in veritate di Benedetto XVI – è che la finanza ritorni ad essere uno strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza e allo sviluppo” di tutti. Insomma, come Dottrina sociale insegna, la speranza è che la finanza diventi etica e più democratica.

Certo, ogni trasformazione è un processo a lungo termine, e gestire il prestito di danaro ai Paesi non è funzione facilmente “convertibile”. Ma una graduale trasformazione della società, non può corrispondere a una immobilità dell’istituzione che dovrebbe tentare di favorire la stabilità dell’economia e l’avvio di riforme sociali.

Ma i cambiamenti in atto sono tanti e gravi. Il papa ha voluto parlare anche del clima e dello sviluppo sostenibile dell’ambiente, anche qui ci sono evoluzioni in corso drammatiche. 

Il Vertice Cop24 sul clima, programmato a Katowice (Polonia) a dicembre prossimo, può essere una pietra miliare nel cammino tracciato dall’Accordo di Parigi del 2015? Il Papa ne è convinto. E molto deve essere fatto per l’attuazione di quell’Accordo: “Tutti i governi  – dice Francesco – dovrebbero sforzarsi di onorare gli impegni assunti a Parigi per evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica”.

Il Papa ha anche spiegato come “la riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti”,

 

 

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