Vaccini, ESCLUSIVA. Il virologo Tarro: “Governo? E’ la strada giusta. Obbligo utile, ma…”

Interviste

Vaccini, sarà sufficiente l’autocertificazione per l’iscrizione a scuola. Lo hanno deciso di comune accordo i ministri della Salute Giulia Grillo e dell’Istruzione Marco Bussetti. L’obbligo vaccinale resta in vigore in attesa di studiare modifiche alla Legge Lorenzin. E’ stato però stabilito che, per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resterà valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami. Per i bambini da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (6-16 anni), invece, basterà una “dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione”. Per i pro vax si tratta di un pericoloso passo indietro che potrebbe vanificare i progressi ottenuti con la Legge Lorenzin. Lo Speciale ha chiesto un parere in merito al noto immunologo e virologo Giulio Tarro autore del libro Dieci cose da sapere sui vaccini e candidato al Nobel per la Medicina nel 2015 grazie alle numerose scoperte nel campo della cura dei tumori e delle malattie infettive, oltre che virologo di fama mondiale.

Professore, per potersi iscrivere a scuola basterà l’autocertificazione di avvenuta vaccinazione, così hanno deciso i ministri della Salute e dell’Istruzione, Grillo e Bussetti. C’è chi parla di pericoloso passo indietro rispetto alla Legge Lorenzin. E’ così?

“Mi sembra invece un buon passo avanti, tenendo conto della consapevolezza di chi deve ricevere le vaccinazioni. E’ un provvedimento in linea con quello che avviene negli altri Paesi. Mi sembra che lo spirito sia molto positivo, quello cioè di lasciare libertà di scelta nella consapevolezza dell’importanza delle vaccinazioni”.

Nel Governo su questo tema convivono posizioni diverse, sì va dai no-vax al ministro Grillo che ha invece annunciato che farà vaccinare la figlia che nascerà a breve. Lei cosa si sente di consigliare all’Esecutivo?

“Ho scritto un libro intitolato ‘Dieci cose da sapere sui vaccini’ che ha scalato le vendite classificandosi primo nella lista delle pubblicazioni medico-scientifiche. Penso che in quel libro sia condensato chiaramente il mio pensiero sull’argomento. Le vaccinazioni rappresentano senza dubbio una scoperta fondamentale nel campo della medicina, ma non dobbiamo dimenticare che un vaccino resta sempre un farmaco che può produrre effetti collaterali. E’ quindi necessario tenere presenti le possibili conseguenze”.

Quindi l’obbligo va mantenuto, oppure va rivisto e come?

“Non credo che nel giro di pochi mesi il nostro Paese sia diventato meno ignorante sul tema delle vaccinazioni. Credo occorra ancora del tempo per acquisire una piena consapevolezza di quanto siano realmente importanti. Diciamo che l’obbligo in questo momento ha avuto una certa ragione di esistere e tutto sommato introdurlo è stato anche meritorio. L’Italia non è purtroppo un Paese con una grande consapevolezza scientifica, come è invece il mondo anglosassone, e quindi alla fine ci serve una sorta di ‘grande fratello’ che ci dica cosa fare”.

La Legge Lorenzin è stata promossa dall’intera comunità scientifica. A suo giudizio quanto è stata davvero importante e rivoluzionaria?

“Penso che con questa Legge abbiamo fatto da pacemaker nel campo delle vaccinazioni a livello globale secondo le decisioni che ogni anno vengono prese a Davos, tanto è vero che da quest’anno ci segue anche la Francia. Da questo punto di vista l’Italia è stata una sorta di Paese pilota nell’ambito di una strategia che viene decisa a livello mondiale e che va oltre le scelte dei singoli Stati”. 

In pratica lei sta dicendo che ci hanno usati come cavie? Posizione scomoda?

“Mi occupo di vaccinazioni sin dopo la laurea, sono stato allievo e ‘figlio scientifico’ del grande Albert Sabin (il famoso virologo polacco cui si deve la scoperta del più efficace e diffuso vaccino contro la poliomelite ndr.), sono a tutt’oggi la voce della famiglia Sabin su ogni argomento che riguarda la lotta alla polio nell’ambito della vaccinazione. Quindi non vedo proprio che problemi possa avere nel sostenere le mie posizioni. Semmai sono io che potrei dare problemi agli altri, e lo dico anche con una certa presunzione”. 

L’hanno definita free vax, ossia nella schiera di coloro che pur considerando importante il ricorso alle vaccinazioni hanno espresso riserve sulla politica dell’obbligatorietà. Si riconosce in questa definizione?

“La mia posizione è di assoluto buon senso, su questo terreno non si può essere pro o contro, bisogna avere la consapevolezza di trattare l’argomento nel modo giusto, senza posizioni ideologiche, avendo chiaro che l’obiettivo generale è quello di far star bene tutti tutelando in primo luogo la salute dei più piccoli. Io ritengo che tutto quello che c’è stato finora abbia contribuito a smuovere le coscienze, a favorire una migliore informazione e nell’ultimo anno ad incrementare la conoscenza intorno alla tematica dei vaccini. Tutto sommato su questo aspetto un passo avanti significativo c’è stato. Poi ripeto, io sono per la libera scelta una volta che si sarà assunta piena certezza sull’importanza dei vaccini e si saranno approfonditi tutti gli aspetti necessari”.

Come spiega il fatto che malattie che sembravano estirpate, come per esempio il morbillo, sono improvvisamente riapparse fino a provocare vittime?

“La situazione viene da lontano. Nel 1991 ci fu una famosa conferenza del professor Sabin tenuta alla presenza dell’allora Ministro della Sanità e in quella sede fu criticato il fatto che la vaccinazione obbligatoria contro l’epatite B fosse stata privilegiata rispetto a quella contro il morbillo, che sarebbe stata invece molto più necessaria sulla base degli stessi dati forniti dal Ministero. A distanza di tanti anni purtroppo l’Italia è diventata un focolaio di epidemia da morbillo, che non ci sarebbe stata se fosse stata praticata una vaccinazione consistente. Siamo arrivati al paradosso che, gli stranieri che vengono da noi, devono vaccinarsi contro il morbillo per non correre il rischio di infettarsi”.

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