Il governo inciampa sul Terremoto, Cangini (FI): “Nessun cambiamento. Problemi insoluti”

Politica

Il dl Terremoto, che si appresta ad essere approvato in via definitiva dalla Camera, non convince Forza Italia. Alcune promesse non mantenute pesano come un macigno sull’iter del decreto legge che non trova il Parlamento compatto. La prova è che oggi si sono registrate diverse critiche e accuse.

Tra i primi a scagliarsi contro il provvedimento c’è il senatore di Fi, Andrea Cangini, che ha parlato senza giri di parole, di “aspettative tradite”. Mancherebbero soluzioni concrete e sui fondi messi a disposizione sarebbe scesa un’ombra che fa “tremare di nuovo” le popolazioni che vivono nell’emergenza da quel 24 agosto 2016. Ma andiamo per ordine.

Per Cangini “la maggioranza si era impegnata a recepire nel passaggio alla Camera del decreto terremoto gli emendamenti trascurati al Senato. Ma non è accaduto”. Il relatore di maggioranza, il leghista Tullio Patassini, avrebbe “tirato dritto come nulla fosse” secondo il forzista.

“Restano così insoluti – ha avvertito l’ex direttore di Qnmolti, troppi problemi. Quattro su tutti: la questione delle difformità edilizie, la proroga del personale aggiuntivo nei Comuni del cratere, la mancanza di sostegni economici alle imprese colpite, la pochezza degli stanziamenti complessivi”.

Insomma, non si vedono la volontà politica e la disponibilità finanziaria in esubero rispetto ai governi del Pd:  “Ci siamo illusi: nessun cambiamento, siamo in piena continuità e a pagare il prezzo di tanta ignavia continuano ad essere le popolazioni colpite”, ha concluso Cangini, eletto nelle Marche.

Gli fa eco Marcello Fiori, coordinatore nazionale degli Enti locali di Forza Italia per il quale “i 300 milioni di euro stanziati per l’emergenza sono un’elemosina rispetto a quanto un governo e una maggioranza veramente attenta ai bisogni dei territori avrebbe dovuto stanziare. Insomma – conclude l’esponente azzurro -, un provvedimento assolutamente carente, ben diverso da quanto promesso in campagna elettorale, povero di risorse”.

E la guerra è in qualche modo interna al centrodestra.  Perché non era questo il mandato che “hanno ricevuto anche con i voti di Forza Italia i parlamentari eletti nei luoghi colpiti dal Terremoto” chiosa Fiori.

Il rischio, sempre più concreto, è che queste bellissime zone dell’Appennino vengano abbandonate, e l’impressione è che lo stallo politico sia ormai evidente. A ribattere alle polemiche dell’opposizione ci ha provato il M5s con una nota. Per i componenti M5S della commissione Politiche Ue della Camera il parere al disegno di legge di conversione del decreto per le popolazioni terremotate è favorevole e, scrivono, “ci teniamo a ricordare che il provvedimento in discussione, scritto dal precedente governo, è già stato sensibilmente migliorato in Senato”.

Tra i tanti problemi, resta di sfondo ma non per questo è meno importante, l’avvicinarsi della scadenza del mandato del commissario Paola De Micheli, a settembre. Un ulteriore terremoto da saper gestire.

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