Clan Casamonica, 31 arresti e 6 ricercati. Anche Domenico Spada, così parlava – VIDEO

martedì, 17 Luglio 2018
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Scacco ai Casamonica. Il clan, tra i più potenti sul territorio di Roma, è stato al centro di una maxi operazione dei Carabinieri,  che al momento si ferma a 31 arresti e sei persone ricercate.

Le misure cautelari, emesse dal gip di Roma su richiesta della locale Dda, coinvolgono non solo il clan su Roma, ma anche nelle provincie di Reggio Calabria e Cosenza. L’accusa sarebbe quella di aver costituito, con ruoli diversi, un’organizzazione dedita al traffico di droga, estorsione, usura… Su 14 dei 37 arrestati pesa, a quanto pare, anche l’associazione a delinquere di stampo mafioso (416bis).

Ma non c’entrano nulla i funerali show di Vittorio Casamonica nella piazza Don Bosco a Roma nell’agosto del 2015 con tanto di lancio di rose dall’elicottero e musica del Padrino. L’indagine era già partita prima.

Tra coloro che sono stati raggiunti dall’operazione c’è anche il pugile e campione italiano Domenico Spada, detto Vulcano e campione della box, spesso in tv a Non è l’Arena da Giletti e a Piazza Pulita, in difesa del cugino Roberto Spada, quello della famosa testata al giornalista della Rai. Sono passati alla storia della tv i suoi confronti con un’altra giornalista, Federica Angeli, sottoscorta e grande accusatrice del clan.

Ecco, da La Zanzara su Radio 24, cosa diceva riguardo alle accusa di mafia ai Casamonica: “La mafia – dice ancora – non esiste. Dove sta? Ve la state inventando. A Roma non esiste. Gli Spada un clan? Ma quale clan, siamo solo una grande famiglia, ma quale clan. Scusatemi, c’è il buono e il cattivo in una grande famiglia”. “Mio cugino – aggiungeva – ha sbagliato ma da anni viene perseguitato da questi pseudogiornalisti…quante volte gli ha detto a quello di andare via? Quante volte? E’ un rompicoglioni…Gli Spada sono persone che lavorano, hanno attività, bar e ristoranti…Dove stanno queste attività illegali? Cui sono 300 Spada a Ostia, sono tutti in galera? Roberto è un benefattore, una persona che lavora per il popolo e i ragazzi bisognosi”.

Ma per la magistratura non sarebbe così.

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