Scontri Milano, il Gip parla chiaro: “Era euforia da saccheggio non gesto politico”

mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Quattro in carcere a San Vittore, uno ai domiciliari. Il giudice sui fati di Milano si è espresso chiaramente: è stata violenza indiscriminata per destabilizzare l’ordine pubblico. Questo il capo d’accusa che pende sulla testa dei ragazzi fermati per la prima udienza della guerriglia del 17 ottobre scorso in piazza Duomo a Milano. Il Gip ha convalidato gli arresti per i cinque maggiorenni fermati dopo gli scontri. Uno è stato accusato solo di resistenza pluriaggravata, va ai domiciliari. Gli altri quattro restano in carcere, con le accuse pesantissime di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Nelle motivazioni depositate ieri sera, il giudice usa parole durissime, che vanno ben oltre la cronaca giudiziaria. “Per quanto siano molto giovani e all’udienza siano apparsi comprensibilmente spaesati e spaventati nel momento in cui si sono trovati al centro di un’azione di cui non possono non aver apprezzato il carattere profondamente violento, devastatore e depredatorio, non vi si sono sottratti ma, al contrario, presi dall’euforia di poter entrare in un negozio e impossessarsi di scarpe e vestiti senza pagarli, hanno agito in piena concordanza con gli altri manifestanti”. E ancora: l’organizzazione delle proteste parole testuali del magistrato: “Non sembra ruotare intorno a una specifica istanza sociale”. Il carovita, il caro-carburanti, per il giudice erano solo “un’insegna volutamente generica e indeterminata”. Lo scopo vero, secondo l’ordinanza, era un altro: “Dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”. Parole e accuse che pesano oltre l’ideologia la violenza gratuita l’euforia l’adrenalina da devastazione si è impossessata degli adolescenti ve la violenza l’ha fatta da padrone. Questo quello che la magistratura sostiene. Ma soprattutto lo stesso gip, e qui il passaggio più politico, parla di: “ Un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico” in atto, alimentato da un “battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana”. Il rischio di reiterazione, scrive, è “altissimo” perché i giovani, immersi in quello sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano a propria volta attori violenti e antisociali. Intanto il bilancio è pesantissimo e sono stati convalidati anche gli arresti per gli 11 minorenni: tra comunità, domiciliari e permanenza in casa. In totale, tra sabato e domenica, i fermati sono 46. La decisione del gip arriva mentre il Consiglio dei Ministri mette sul tavolo il nuovo decreto anti-violenze urbane: più militari in strada, arresto in differita, stretta sui cortei non autorizzati. Resta un nodo aperto, quello più umano. Uno dei 21enni arrestati ha raccontato al gip di aver visto un video su TikTok, di aver paura che il padre perda il lavoro, di aver indossato un passamontagna perché gli sembrava “scenico”. Fragili, soli e arrabbiati, li ha definiti un’altra giudice minorile. Ma fragilità non può diventare alibi, dice il gip che ha seguito le indagini. E su questo, a Milano, la linea è diventata durissima.

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