Caso Josepha. Parliamo seriamente: non è questione di smalto rosso

Politica

Avere o non avere lo smalto sulle unghie delle mani è diventato un elemento di dibattito e polemiche ieri, quando Josefa (che è restata 48 ore in mare con la certezza di morire prima di essere soccorsa dall’equipaggio di Open Arms, l’Ong) è stata mostrata alle telecamere con quel rosso laccato sulle unghie che ha attirato l’attenzione.

E’ la solita fake news che riprendeva quel particolare per sminuirne la tragedia vissuta? A smontare la bufala, o almeno quella che appare una bufala, è stata Annalisa Camilli dell’Internazionale. Ma la denigrazione di chi è stata salvata è continuata. Anche se non aveva smalto quando è stata soccorsa, rimane in rete il sospetto ulteriore che quelle mani non avessero l’aspetto spugnoso, tipico di quelle che restano in acqua per ore.

Quindi nonostante smentite e prove, la veridicità  delle foto del salvataggio continua ad essere al centro delle critiche. Perché? Perchè non è lo smalto il punto, ma serve dirlo o scriverlo?

Precisare il giorno prima sul social network il post di una utente che metteva in dubbio la foto di Josefa salvata dal mare non può bastare a chi cerca di indagare su cosa accade davvero nelle acque e nelle navi che soccorrono i migranti.

Non sarà un caso a fermare l’opinione pubblica e a illuminare i coni d’ombra che vede rispetto a certe dinamiche. E’ il traffico di esseri umani a non essere accettato, altro che lo smalto di Josepha. Il ricatto morale poi di sentirsi sempre colpevoli per gli altri, non funziona. 

Se Josefa scappa dalla guerra, gli italiani scappano dalla crisi, snono terrorizzati dai bisogni che crescono e i risparmi che diminuiscono.

Quello che lascia perplessi la rete (e quindi il popolo) nelle emergenze di salvataggio dei migranti è la modalità dei soccorsi in mare, sono le attività delle Ong, alcune delle quali al vaglio degli inquirenti, sono le attività di quelle coop percepite come dalle uova d’oro. Come funziona davvero il business dei migranti? Chi ci sta lucrando?

Lasciamo lo smalto al suo posto quindi e le opposizioni, a cui stanno tanto a cuore i migranti, pensino a chiarire i lati oscuri più seri che evidenzia la rete. Solo così riuscirà a recuperare terreno e a conquistare un maggiore consenso. La scoperta delle vere fake news è quello che vuole la gente.

Condividi!

Tagged