Tecnologia pro o contro la democrazia? Cosa ci insegna e cosa sbaglia Casaleggio

Politica

Bocciata senza appelli la previsione di Davide Casaleggio per il quale, tra qualche migliaia di anni, la democrazia diretta renderà inutile anche il Parlamento.

Il Parlameno è indispensabile per la democrazia, giusto o sbagliato che sia, lo dicono i parlamentari ma anche la rete non gradisce l’uso eccessivo dei processi online. Dentro le regole democratiche è già prevista l’opposizione, e quindi la libertà di lottare contro le scelte maggioritarie e di cercare la maggioranza per opporsi poi concretametne alle leggi ritenute sbagliate.

La domanda che si fanno tutti è: ma la tecnologia può arricchire la democrazia? Sicuramente. Ma non può sostituirla perchè la mediazione, il confronto non sono affari da robot. La rappresentanza politica è fatta di persone, con la loro umanità e le loro virtù. Anche con i loro difetti, e i parlamentari sono votati dai cittadini.

Certo, si possono ridimensionare i numeri. Ma rinunciare alle garanzie per lasciare alle macchine le nostre vite è pura ideologia. E l’ideologia, si sa, ha fatto sempre martiri più che eroi.

Tanto, più, sottolinea il leghista Roberto Calderoli, “abbiamo visto gli hacker in azione in tutto il mondo, e su siti ben più protetti della Rousseau. E poi tutte le sperimentazioni per il voto digitale sono fallite. E se mai dovessimo arrivare a uno scenario del genere la piattaforma dovrebbe essere gestita dallo Stato, non certo da privati”.

Il voto online, senza tutele, non può migliorare dunque la qualità delle decisioni pubbliche e renderebbe i cittadini più esposti alle dittature, altro che alla democrazia diretta. Ma è anche vero che la democrazia parlamentare è vecchia e sta mostrando i suoi acciacchi.

Ma per Casaleggio “la democrazia partecipativa è già una realtà grazie a Rousseau che per il momento è stato adottato dal Movimento 5 Stelle, ma potrebbe essere adottato in molti altri ambiti. I modelli novecenteschi stanno morendo, dobbiamo immaginare nuove strade e senza dubbio la Rete è uno strumento di partecipazione straordinario. Per questo la cittadinanza digitale deve essere garantita a tutti”.

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