Teorema-Aprilia. Il far west fascista degli antifascisti

Politica

Far West fascista: è l’ossessione del momento. Ad Aprilia uccidono un uomo di colore ritenuto un ladro in procinto di rubare (e infatti, aveva nello zaino, attrezzi da scasso). A Roma sparano dal balcone contro i rom e in particolare, contro una bambina rom. A Vicenza un altro sparo, verso un migrante. E così via, tanti episodi simili (circa 10 nell’ultime settimane).

La differenza è che rispetto al passato, la gente non si vergogna di sembrare razzista, non si nasconde più (basti vedere i servizi della tv, cosa dicono e come rispondono i cittadini intervistati); la gente non ne può più della criminalità, dell’insicurezza, degli spacciatori e degli stupri.
E addirittura, rispetto ad un Palazzo mediatico e politico che grida al razzismo, al fascismo (vecchia strategia), solo per demonizzare le politiche del governo gialloverde e in primis, gli annunci e le scelte del ministro degli Interni Matteo Salvini, gli autori della giustizia “fai da te”, hanno imparato a ironizzare, a prendere in giro il politicamente e culturalmente corretto: a Roma, l’ex impiegato del Senato responsabile del colpo contro la bambina, si è difeso dicendo che voleva sparare in aria; a Vicenza, l’uomo che ha colpito il migrante, ha detto che voleva sparare ai piccioni. Almeno se la prenderanno solo gli animalisti.

Una satira perfettamente coerente con i canoni del buonismo garantista (la mistica dell’accoglienza), che fino ad ora, ha depenalizzato, ridimensionato, perdonato ogni crimine perpetrato dagli immigrati clandestini, addirittura arrivando ad istituire una sorta di condono, solo per loro: il diritto diseguale, l’attenuante del disagio sociale, come spunto giuridico e sociologico, per ammorbidire pene e condanne (furti, aggressioni, violenze sessuali). Condono che ovviamente, non ci sarà per i pistoleri italiani, in quanto “italiani e bianchi”.

Italiani che diventano automaticamente dei folli, degli invasati, raccoglitori dell’odio seminato dai leghisti, in pratica, plagiati dal fascismo di governo. Esattamente come erano turlupinati dalle tv di Berlusconi. C’è sempre dietro un’idea ricorrente (partorita dalla sinistra e dal pensiero unico liberal e radical): la superiorità morale ed etica degli antifascisti di professione, e la convinzione che quando gli italiani votano contro la sinistra o il sistema, diventano automaticamente plebe, degli imbecilli.
E di fronte ai numeri che contraddicono questo teorema (il governo Conte ha il 62% dei consensi), intellettuali, studiosi e giornalisti “illuminati” operano dotte distinzioni tra democrazia (rappresentata da loro) e consenso (per bollare l’effetto governo) che aveva pure il fascismo. E quale occasione migliore la frase di Salvini su “molti nemici, molto onore”, esatta riproduzione del Duce-pensiero?

Delle due l’una, o Salvini le ha studiate tutte o si diverte un mondo. I neo-post-antifascisti, non hanno ancora capito che fanno il suo gioco.
Qui, nessuno intende perdonare episodi di violenza, in qualsiasi direzione, i reati sono reati e basta. I matti sono matti e basta.
Ciò che indigna, è la strumentalizzazione ideologica della cronaca. Ad uso e consumo dell’opposizione. Che non vede più la realtà e non considera i danni inenarrabili che ha fatto una certa politica di accoglienza indiscriminata che non ha tenuto conto dei limiti della stessa, della sua gestione, del business dell’integrazione etc.
E sono demagogia pessima anche le omelie dei Boeri di turno, quando affermano “scientificamente” (ricetta Bonino-Soros) che le pensioni ce le deve pagare l’immigrazione. Una demagogia che crea naturalmente reazioni forti.

E ci si mette pure il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a bacchettare “democraticamente” di fatto l’Esecutivo. Teme il far west italico. Ogni riferimento alle politiche sull’immigrazione e la legge in pectore sulla legittima difesa, è puramente (non) casuale.
Insomma, equazione “governo-fascismo” e “governo-cittadini che sparano”. Il male assoluto.
Adesso il governo ha due strade: o va avanti per la sua strada (con i risultati oggettivi di un’altra considerazione che la Ue ci sta dando, a proposito di una diversa distribuzione dei migranti, altro che isolamento), oppure comincia a fare il democristiano, ammosciarsi per diventare uguale a Gentiloni.

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