Caso Daisy, parla Veneziani: “Solita intimidazione di massa e razzismo organizzato di sinistra”

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#Pdchiediscusa: è questo l’hastag che nelle ultime ore sta spopolando per la maggiore sui social. Il riferimento è all’aggressione di Daisy Osauke, l’atleta di colore di Moncalieri colpita ad un occhio dal lancio di uova. Per  giorni la vicenda è stata usata come il simbolo di un’emergenza razzismo in Italia provocata dall’odio xenofobo scatenato dalle politiche anti-immigrazione del Governo e del Ministro Salvini in particolare. Gli inquirenti però hanno individuato gli aggressori, ragazzotti annoiati che avrebbero agito con modalità teppistiche e al di fuori di qualsiasi intento razziale. Uno di questi sarebbe addirittura figlio di un consigliere comunale del Pd. Lo Speciale ne ha parlato con lo scrittore, intellettuale e giornalista Marcello Veneziani. Nelle ultime ore sembra essersi placato anche il clamore mediatico. L’unico responsabile è rimasto l’uovo?

C’è chi invita il Pd a chiedere scusa per aver creato un’emergenza razzismo che non c’è. Anche secondo lei dovrebbe farlo?

“Non credo alla logica del chiedere scusa. Resta tuttavia lampante la faziosità militante del Pd e della stampa che gli sta intorno, è la loro ragione stessa di fare politica, quindi sarebbe del tutto inutile pretendere scuse da loro su questa vicenda. Da sempre agiscono sulla base di pregiudizi, e quando la realtà li smentisce non trovano altro da fare che cambiare argomento e cavalcare un nuovo pregiudizio. E’ un loro modo di essere, hanno una formidabile macchina orientata a distruggere idee e uomini del versante opposto, ma all’atto pratico sono del tutto incapaci di costruire qualcosa o rimettere insieme i cocci della società”.

C’è chi dice che il vero razzismo sia il pregiudizio. Contro Salvini e chi vota Lega accusati di essere fascisti o xenofobi, ma anche contro chi si permette di proporre visioni diverse. Il caso Foa può essere in questi giorni un esempio di razzismo al rovescio?

“Il vero razzismo in Italia è quello che io definisco etico, ossia di chi ritiene di essere per predestinazione superiore sempre dalla parte del giusto, con tutti gli altri meritevoli di condanna a priori. Questo si applica in tutti i settori. Quando leggo che la nuova Rai anziché fare le nomine farebbe un blitz sui direttori, mi rendo conto già dei due pesi e delle due misure. Mi dovrebbero spiegare perché ci sarebbe differenza fra le nomine fatte da un governo di sinistra e quelle fatte da un governo di destra. Perché le prime sono nomine e le seconde sono blitz? Perché in un caso c’è l’osservanza di regole, mentre nell’altro un colpo di Stato? C’è un razzismo di fondo che porta a considerare l’avversario, non un soggetto portatore di idee e visioni politiche diverse, ma uno senza diritto di parola, perché sempre in torto e dunque sempre da criminalizzare. Questa è forse la forma di razzismo organizzato a livello politico e comunicativo più pesante della nostra società, in grado di manifestarsi anche con straordinari strumenti di condizionamento, di pressione e intimidazione di massa”.

Vede il tentativo costante di dividere il Paese, il trionfo della mentalità sessantottina che vorrebbe proprio portare ad odiarsi come popolo?

“Quando il gioco politico relega all’opposizione la sinistra, c’è inevitabilmente la spaccatura fra inferno e paradiso. Fra quelli che rappresentano la libertà, la giustizia, la democrazia, la civiltà, e quelli che invece interpretano l’ignoranza e la rabbia. Di volta in volta le vittime di questo razzismo cambiano: prima erano i fascisti di ieri, poi i berlusconiani, per un periodo persino i craxiani. Oggi sono i cosiddetti populisti o sovranisti. Addirittura si analizza il lessico sovranista in modo retrospettivo per parlare dei nazisti di ieri. L’obiettivo è quello di far passare quasi il messaggio che il sovranismo sia stato inventato da Hitler e che Grillo e Salvini siano suoi seguaci. E’ una manipolazione delle parole e dei concetti che rende impraticabile ogni possibilità di dialogo”.

La comunicazione anti-razzista alla fine si è rivoltata contro chi l’ha creata, in questo caso il Pd?

“La realtà è insorta contro la comunicazione, una comunicazione basata su teoremi non corrispondenti alla realtà e che la realtà, con le sue dure regole, come diceva Hegel, si è incaricata di smentire”.

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