Bologna A14, esplosione autocisterna. I testimoni hanno sentito dei colpi prima

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Un inferno sulla A14, come un attentato terroristico, e la Procura di Bologna che ha aperto un’inchiesta ipotizzando i reati di disastro colposo e omicidio colposo.

Un conducente di autocisterna piena di Gpl, esperto, all’altezza di Borgo Panigale è morto all’età di 42 anni. L’uomo lavorava per l’azienda «Loro» che ha sede a Lonigo, sempre nella provincia berica.

Non si capisce come sia potuto accadere l’incidente, dovuto a un semplice tamponamento di un camion. E’ bastato toccarsi tra i due colossi dell’autostrada, e dall’impatto ha preso vita il fuoco.

DANNI

Il giorno dopo si contano i danni. Danneggiate case vicine, vetrine di ristoranti e negozi, ponte della tangenziale crollato, esplose decine di automobili nelle due concessionarie della Fiat e Peugeot che si trovano fra la via Emilia e via Caduti di Amola sotto il cavalcavia. Rimangono i feriti, decine, feriti, alcuni ustionati e trasportati ai centri grandi ustionati di Parma e Cesena.

RACCONTI TESTIMONI

Oggi i superstiti si sentono dei miracolati: c’è chi racconta che “i vetri sono crollati e mi è sembrato di vedere tutta una parete di fiamme”. Chi ricorda di aver “sentito un boato violentissimo, poi la gente ha cominciato a scappare”.

“Ho ancora l’auto sotto il cavalcavia, aspetto di capire se e quando la potrò riprendere. Mi trovavo qui per lavoro ed ero al ristorante quando, a un certo punto, abbiamo sentito uno scoppio violentissimo: ho pensato a un attentato” spiega un altro.

Quello che molti riportano, sono i due tre “bussi” (come li chiamano loro) prima dello scoppio finale, come se ci fosse stato un Dio ad avvertirli che stava calando l’inferno sulla terra: “Ero in bagno quando ho sentito dei colpi uno dietro l’altro – ha osservato un condomino le cui parole sono state riprese da Tgcom24 – e ho pensato si trattasse di una sparatoria. Poi c’è stato lo scoppio fortissimo, le fiamme e il fumo nero che ha cominciato a salire. Le vetrate della concessionaria auto qui di fronte sono saltate e anche le vetrate e gli infissi delle case del palazzo sono state danneggiate dalla deflagrazione”. Un altro: “Erano quasi le 14, ho sentito due o tre “bussi” piccoli e mi sono avvicinata alla finestre per guardare cosa stesse succedendo, quando ho sentito un boato molto forte e lo spostamento di aria calda che ha investito il nostro palazzo qui sopra il bar di Via Panigale. Poi ho visto la gente in strada che correva”.

Quindi prima i primi scoppi, poi l’esplosione dell’autocisterna. Come un film horror, la tragedia avvisa sempre prima di accadere. 

Ludovica Scarpone

 

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