Migranti Diciotti spariti: Lega, dem e Chiesa malati di demagogia

Politica

Spariti 50 migranti. “Qui da noi quelli della Diciotti sono rimasti in 13”. La frase di Domenico Alagia, direttore del centro di Accoglienza “Mondo Migliore” di Rocca di Papa, suona quasi come una beffa. Un computo grottesco che si può prestare a qualsiasi gioco di parole: da 18(i) a 13.

Peccato che non sia uno scherzo, né un gioco. Peccato che la vita umana (sia degli italiani, sia dei migranti) in realtà non interessi a nessuno. L’argomento-immigrazione da tempo, oramai, è ostaggio delle opposte demagogie. La demagogia della Lega (che però, in molti casi ha ragione), quella di certa sinistra, che ha come unica preoccupazione ergersi a indignata morale, a professionista dell’umanità, solo in funzione anti-Salvini, per indebolire il governo che sta raggiungendo indubbi risultati da questo punto di vista: i numeri sul calo degli sbarchi parlano chiaro.

E poi purtroppo, la demagogia della Chiesa, che continua a muoversi su un terreno astratto, senza guardare alle conseguenze pratiche e sociali, alla governance politica che le sue azioni e dichiarazioni comportano. Prova ne è che se da una parte, ha tolto le castagne dal fuoco, al governo e alla Ue (immobile e cinica), nei momenti più concitati della vicenda Diciotti, offrendo le proprie strutture per alloggiare i migranti della nave; dall’altra, di fronte alla notizia della fuga “allegra” di ieri dei “disperati del mare”, non ha trovato di meglio che trincerarsi dietro un linguaggio machiavellico e felpato: “Non erano detenuti, quindi potevano andarsene. Hanno fretta di raggiungere la Germania, la Svezia. E poi, non si fidano, hanno paura di essere riportati indietro”. Come dire, è sempre colpa del governo a guida leghista. Un allontanamento, quindi, non una fuga preordinata, meditata, preparata. E non dopo naturalmente, aver gustato un gelato offerto gentilmente da papa Bergoglio.

Anche la Chiesa prigioniera dell’astrazione e dell’ideologia? Mai come la sinistra e i dem in particolare. Dove sono ora le Boldrini, e tutti quelli che hanno gridato al dramma umano? Si è arrivati pure a ipotizzare il reato di sequestro di persona, accusa sgonfiatasi.

E’ la solita minestra che da tempo funesta e appesantisce la cronaca politica. Ogni argomento viene letto e trattato con la lente ideologica. La propaganda di governo e di opposizione prevale sulla realtà. E ogni tanto, meno male, la realtà vince sulla manipolazione. Come è accaduto, ad esempio, per il caso di Daisy, e la campagna anti-razzista velocemente orchestrata dall’opposizione e dai media, subito ridimensionata dalla verità vera. E come è accaduto ieri con la fuga dei naufraghi della Diciotti.

Una malattia difficile da estirpare, quella della demagogia: oggi ad Agorà addirittura un ospite è arrivato a dire che la trasmissione su appena 50 fuggitivi era sproporzionata, non era una notizia. A parti inverse, sarebbe stato un dramma nazionale. Se ci fosse stato un morto, uno solo sulla Diciotti, nelle famose ore della trattativa? Apriti cielo. Avrebbero scatenato l’inferno.

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