Prima overdose da eroina sintetica. Per Meluzzi: “Smentiti i legalizzatori”

Interviste

L’Istituto superiore di sanità ha diramato un’allerta di grado 3 per la presenza sul mercato illegale della droga di una sostanza sintetica chiamata «Ocfentanil», facilmente scambiata per eroina. L’allarme di livello massimo è scattato in seguito al decesso un anno e mezzo fa di un 39enne a Milano che si pensava morto per un’overdose di eroina. Invece le analisi hanno certificato che ad ucciderlo è stato proprio il potente oppioide sintetico ritenuto cento volte più potente della morfina e quindi, se diffuso su larga scala, in grado di provocare una vera e propria strage. Basti pensare che negli Stati Uniti le overdose mortali, in poco più di tre anni, sono salite da circa tremila alle oltre 29 mila nel 2017. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

Allerta 3 per la diffusione di pericolissime droghe sintetiche, il fentanil in questo caso, concepito come antidolorifico e diventato invece negli Usa una calamità naturale. Sostanze che fino ad oggi in Italia non si erano né viste, né sentite. Che sta succedendo ?

“Le droghe sintetiche sono sempre esistite e hanno sempre rappresentato una minaccia gravissima per la collettività. Direi che questa vicenda è la migliore smentita a quanti si ostinano a promuovere in Italia la legalizzazione delle droghe leggere. Se la ragione che ispira i legalizzatori è quella di combattere il traffico illecito degli stupefacenti, oggi abbiamo la conferma che questa tesi non regge. Il mercato della droga è un po’ come la corsa agli armamenti, tende a spostare sempre oltre i confini della proibizione. Legalizzando la cocaina ci ritroveremo in circolazione il Fentanil ed altre sostanze sintetiche molto più pericolose. Non dimentichiamo che la fantasia sintetica della chimica, per ciò che riguarda i farmaci psicotrofi, è illimitata. Quella di legalizzare le droghe tradizionali è dunque una battaglia persa in partenza. Poi c’è un altro aspetto rilevante da considerare”. 

Quale?

“Le sostanze sintetiche sono pericolosissime, producono seri danni cerebrali sin dalle prime somministrazioni con livelli altissimi di dipendenza e livelli altrettanto altissimi di tossicità. Non dimentichiamo poi che il mercato delle droghe pesanti oggi, sul nostro territorio, è interamente controllato dalla mafia nigeriana che è fuori da ogni controllo e anche dai tradizionali strumenti di indagine. C’è un numero di spacciatori illimitato, con costi ed utili bassissimi, che presidiano ogni angolo delle strade e che si riforniscono ormai interamente su mercati non più mediati dalle mafie locali”.  

C’è chi evidenzia come ci siano voluti 18 mesi per capire la vera causa del decesso del 39enne milanese. Il nostro sistema sanitario nazionale quanto è davvero pronto e preparato ad affrontare una tale emergenza?

“Non saprei che dirle sinceramente, non ho elementi per stabilire se il nostro sistema sanitario sia pronto oppure no a gestire questa emergenza. E’ evidente tuttavia che se andiamo ad analizzare il livello di incidenza e diffusione delle patologie di droga non saprei se un’istituzione migliore dell’Istituto superiore di Sanità avrebbe saputo fare di meglio. Certamente il presente è piuttosto deludente. 

E’ molto probabile che l’uomo trovato morto mesi fa si sia iniettato la sostanza letale convinto si trattasse di eroina. Come si può davvero distinguere una sostanza cosiddetta tradizionale da una sintetica?

“Le risponderò con una provocazione. Si potrebbe accreditare la mafia nigeriana fra gli erogatori di attendibilità europei di qualità, e avere la sicurezza che questa somministri agli italiani droghe certificate. Se questa mia proposta, che ovviamente lancio come assurdità, finirà con il diventare politicamente corretta, stia pure certo che a qualcuno verrà prima o poi in mente di suggerirla seriamente. Siamo ad un tale livello di delirio nei rapporti fra l’Europa e gli Stati membri che tutto è davvero possibile”. 

Chi sono oggi i soggetti più a rischio?

“Sicuramente i giovani, gli adolescenti, gli studenti, che sono i più indifesi, i più labili, i più manovrabili. In uno scenario caratterizzato da crisi di identità, crisi di lavoro, crisi familiare e valoriale, l’eroina è tornata prepotentemente sulla scena anche grazie all’abbattimento dei costi di distribuzione da parte della mafia nigeriana. Qualunque ragazzino sarebbe oggi nelle condizioni di investire anche solo quindici euro per comprarsi una dose, con tutti i rischi che ne conseguono”.

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