MARCHIONNE: le bellissime parole di Elkann all’amico e manager

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“Caro amico, va in pace”. E’ un John Elkann commosso quello che ha spiegato che “in occasioni come questa non si può che parlare della vita. Delle varie forme in cui la vita si manifesta, si scopre, ti sorprende”.

Sono tutti in Duomo per ricordare Sergio Marchionne, ma solo come “omaggio della città per lui, in segno di rispetto e di cordoglio, un abbraccio alla sua famiglia e ai suoi parenti, che sono venuti dall’Abruzzo e un po’ da tutt’Italia e che salutiamo con affetto, un saluto commosso di chi ha lavorato con lui e ha condiviso anni intensi e indimenticabili” ha voluto precisare Elkann.

Bellissimi i suoi ricordi: “Quello che mi ha colpito di te, Sergio, fin dall’inizio sono state le tue qualità umane, la tua generosità e il tuo modo di capire gli altri – ha detto – ho imparato, standoti vicino in tanti anni, che la vita non ha un punto di arrivo oltre il quale non c’è più niente, la tenacia con cui perseguivi una pista che solo tu vedevi e aprivi, tirandoti dietro poi compagni di strada entusiasti. Dicevi ‘io sono un metalmeccanico’ consapevole che da solo non avresti raggiunto i traguardi che hai tagliato“.

Per lui Marchionne è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, “soprattutto un amico”. Un amico che “insegnato a tutti noi – ha proseguito Elkann – a pensare diversamente, ad avere il coraggio di cambiare e di fare. A non avere paura”,

Guai a sostare un attimo, a tirare il fiato dopo una conquista – ha concluso – perché la vita non si ferma, si muove in continuazione, ed è sempre da scoprire, avanti, più avanti. Mai uguale a se stessa. Imprevedibile, ogni volta, e imprevista ho imparato, standoti vicino, Sergio, in tanti anni che la vita non ha un punto d’arrivo oltre il quale non c’è più niente”.

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