L’invito a cena di Calenda a Renzi, Gentiloni e Minniti. Le prova tutte

Politica

Carlo Calenda non si dà pace, vuole a tutti costi stare nella partita del futuro del Pd e non accetta che il partito finisca (e sfinisca) così.

“Questo è un invito formale. Vediamoci @PaoloGentiloni @matteorenzi #minniti. Per essere operativi e per limiti miei di movimento: martedì da me a cena. Invito pubblico per renderlo più incisivo, ma risposta privata va benissimo” ha scritto su twitter l’ex ministro dello Sviluppo economico.

Lui che era tutto intento a costruire il nuovo Fronte Repubblicano, post renziano, ora chiama i “soliti noti” (compreso Matteo)? Quello che è sicuro è che ora i dem stanno sbagliando tutto: linea politica, comunicazione e strategia. 5 milioni di poveri, che la disoccupazione cresce, alla faccia del jobs act e loro che fanno? Ieri il segretario reggente Maurizio Martina twitta contro l’esecutivo M5s-Lega reo di aver sottratto fondi ai disabili per scoprire che il taglio è del governo Gentiloni.

Insomma un boomerang , una figuraccia dopo l’altra.

Per non parlare della richieste di “più Europa”, “più liberismo” e “più garantismo”, che oltre a non essere in linea col dna della sinistra, cozzano con l’opinione prevalente degli italiani. E queste sono ben rappresentate anche da Calenda…

Una crisi superabile con un invito a cena? Sicuramente sarà difficile, ma è bene che si parlino, e questo l’ex ministro l’ha capito. Da neofita del Pd, almeno, ci sta provando. Forte del consenso incassato sul suo documento da Pinotti, Padoan, Gori e Bettini, deve ora riuscire a scavalcare i vertici dem, a cominciare da Orfini.

Un argomento a tavola ve lo suggerisce Lo Speciale: pensate a una strategia che miri a rioccupare il posto della difesa dei deboli, degli ultimi (i diritti economici e sociali, attualmente meglio difesi dai grillini e dalla Lega), e abbandonate l’area moderata laicista, liberal della casta, sono tutti capricci che, a chi vive di povertà e lavoro, fanno indignare.

 

Condividi!

Tagged