Composizione e convocazione del Sinodo dei vescovi: le novità

Politica

Cambia anche il Sinodo, neanche la Chiesa è più quella di una volta. Diventano flessibili la composizione e la convocazione del Sinodo dei Vescovi secondo le nuove indicazioni di Papa Francesco nella Costituzione apostolica “Episcopalis communio”, presentata oggi con cui il Pontefice riunisce e ridefinisce le norme sulla struttura e lo svolgimento del tutto.

In pratica, all’assemblea del Sinodo (come si legge nell’articolo 2) “secondo il tema e le circostanze, possono essere chiamati anche alcuni altri che non siano insigniti del Munus episcopale, il ruolo dei quali viene determinato di volta in volta dal Romano Pontefice”.

Inoltre il Papa “se lo ritiene opportuno, particolarmente per ragioni di natura ecumenica”, può “convocare un’Assemblea sinodale secondo altre modalità da lui stesso stabilite”, secondo quanto si legge nel terzo comma dell’articolo 1.

All’articolo 1 (“Presidenza e tipologia delle Assemblee del Sinodo”) si ricorda poi che “Il Sinodo dei Vescovi è direttamente sottoposto al Romano Pontefice, che ne è il presidente” e che si riunisce: in Assemblea Generale Ordinaria, se vengono trattate materie che riguardano il bene della Chiesa universale; in Assemblea Generale Straordinaria, se le materie da trattare, che riguardano il bene della Chiesa universale, esigono una urgente considerazione; in Assemblea Speciale, se vengono trattate materie che riguardano maggiormente una o più aree geografiche determinate”.

Ma c’è un ma. Un’opzione che viene inserita: la collegialità, a cui tiene tanto Francesco, una scelta simbolica che racconta la Chiesa Universale.

Sempre all’art. 18, il comma 2 recita: “Qualora poi il Romano Pontefice abbia concesso all’Assemblea del Sinodo potestà deliberativa, a norma del can. 343 del Codice di diritto canonico, il Documento finale partecipa del Magistero ordinario del Successore di Pietro una volta da lui ratificato e promulgato. In questo caso il Documento finale viene pubblicato con la firma del Romano Pontefice insieme a quella dei Membri”.

Ecco il nuovo funzionamento e i nuovi poteri di un organismo “istituito da Paolo VI il 15 settembre 1965” e che “costituisce una delle più preziose eredità del Concilio Vaticano II”. Sarà un sinodo “consultivo” oltre che “deliberativo”. E vi pare poco?

 

 

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