Cos’è la pace fiscale? Ne parlano Conte e Brunetta, con differenze

Politica

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una intervista a “La Verità” ha finalmente chiarito il concetto di pace fiscale…. anzi no, secondo Brunetta. Andiamo a vedere la polemica.

Reddito di cittadinanza, flat tax e riforma della Fornero: sono tutti punti qualificanti della Manovra. Ma il tema più discusso è un altro: quello della pace fiscale: “Stiamo valutando la soglia – avverte Conte – ma è imprescindibile. Siamo d’accordo che oggi il fisco è iniquo e inefficiente. E allora se concordiamo su questa diagnosi, concordiamo anche sul fatto che dobbiamo partire con un progetto organico di riforma, basato su una nuova alleanza tra cittadino e fisco. Il fisco non deve essere visto come nemico”.

Ma attenti, il governo giallo verde non è amico degli evasori: “Infatti noi daremo forti segnali contro l’evasione e l’elusione, come previsto dal contratto di governo. L’inasprimento delle pene è un tassello fondamentale della nostra riforma fiscale”.

Dunque, chi collabora alla “pace” bene, ma sarà monitorato e se sbaglia paga. Perchè inasprimento delle pene significa manette agli evasori, anche se è una sintesi giornalistica.

Ma sarà o no un condono? Ieri sera da Barbara Palombelli su Rete Quattro si è parlato sopratutto di questo e oggi, a distanza di 24 ore Conte sembra inserirsi con quel dibattito col giornalista Caprarica grande accusatore di Di Maio: “Condono significa fare cassa – spiega il premier – consentendo a tutti i furbi e i disonesti una via d’uscita, lasciando le cose come stanno. Come è stato fatto in passato. Noi proponiamo un meccanismo totalmente diverso dove l’azzeramento delle pendenze e’ funzionale per partire con un nuovo rapporto con il fisco”. La soglia è di 1 milione di euro.

Tante spiegazioni, ma Renato Brunetta di Forza Italia non si accontenta. Essere coerenti tra parole e fatti significa a questo punto far entrare nella ‘pace fiscale – condono’ solo le cartelle esattoriali per ‘omesso versamento di tributo dichiarato‘ con sanzioni al 30% emesse direttamente sulla base dell’incrocio dei dati tra dichiarazione presentata e versamenti omessi, senza bisogno di accertamento fiscale a monte per far emergere il non dichiarato” dichiara in una nota il forzista.

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