Rizzo (PC) a Polito: “Sul Pd non c’è più nulla da fare. Ecco l’unica cosa che avrebbe senso”

Interviste

Antonio Politico sul Corriere della Sera ha analizzato con un’editoriale la crisi della sinistra italiana, accusando la classe dirigente degli ultimi dieci anni di aver in pratica dimenticato i più deboli nel disperato tentativo di guadagnare un’etichetta di sinistra liberale in netto ritardo rispetto al resto delle sinistre europee. Ciò che va dicendo da anni Marco Rizzo, leader del Partito Comunista. Lo Speciale lo ha intervistato.

Polito accusa la sinistra italiana di aver dimenticato i più deboli nel tentativo di diventare liberale ed inseguire i modelli economici proposti dai vari Clinton e Blair. Condivide?

“La largissima parte di quelli che oggi, di fronte alla sconfitta del Pd, lamentano un abbandono dei temi sociali, sono i primi responsabili della distruzione della sinistra in Italia. Una demolizione iniziata nel 1991 con il congresso della Bolognina che ha voluto ripudiare l’origine comunista. Tutti costoro che hanno fatto parte del Pds prima, dei Ds poi e del Pd in ultimo, sono la causa del male. Oggi si accorgono di aver messo in piedi un trentennio di disastri. E sono gli stessi che quando ero ragazzino parlavano di modernità, di mobilità, di innovazione, totalmente proni e supini al progetto della globalizzazione. Da questi pulpiti non vogliamo più sentire nulla”.

Condivide il fatto che la sinistra italiana è arrivata in ritardo rispetto alla stagione del riformismo di sinistra inaugurata da Blair?

“Ma quale riformismo? Tutti questi grandi personaggi si sono ben posizionati. Blair oggi possiede addirittura una banca. Dopo aver svenduto le proprie idee si sono sistemati comodamente all’ombra del capitalismo. Devono soltanto tacere”.

Ora il giornalista suggerisce al Pd per risorgere, e con esso la sinistra, di ripartire dal basso, ascoltanto la base. Ha ragione?

“L’unica cosa che avrebbe un senso è che i neo deputati eletti con il Pd abbiano il coraggio di uscire da quel partito e mettersi a disposizione, con un salario da lavoratori, per ricostruire una rappresentanza del Partito Comunista in Parlamento. Questo è l’unico atto che potrebbe emendarli dalle loro gravi responsabilità”. 

Polito al contrario sostiene che il Pd non deve sciogliersi perché nonostante tutto resta un riferimento importante per la sinistrta europea. 

“Il Pd è già sciolto, lo hanno sciolto gli elettori il 4 marzo. Mi pare che le chiacchiere qui stanno a zero. Congressi, cene, primarie, tutto inutile, se si vuole davvero ricostruire una sinistra in Italia questi rituali sono una perdita di tempo. Non so se ci sono parlamentari dem che hanno una coscienza sociale, ma se ce l’hanno l’unica strada che possono praticare per salvare davvero la sinistra, è di favorire la ricostruzione di una rappresentanza comunista in Parlamento cambiando i loro metodi e accontentandosi del salario di un operaio. Se lo faranno saremo pronti ad accoglierli a braccia aperte”. 

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