Foa alla Rai, parla Francesca Totolo: “Così cambierebbe il servizio pubblico”

Interviste

Marcello Foa verso la presidenza della Rai. Stavolta il giornalista italo-svizzero non dovrebbe avere difficoltà a superare lo scoglio del voto in Commissione di Vigilanza dal momento che, dopo l’incontro di Arcore, Silvio Berlusconi avrebbe garantito a Salvini il via libera di Forza Italia. I primi segnali si sono già visti. La Commissione parlamentare di Vigilanza ha infatti approvato la risoluzione che impegna il consiglio d’amministrazione di viale Mazzini a esprimere un nome per la presidenza della televisione pubblica. Hanno votato a favore Lega, Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia. Contrari Pd, LeU e Pier Ferdinando Casini. Forza Italia, invece, si è astenuta. Non sono stati posti veti alla riproposizione di Foa, quindi con ogni probabilità il Cda tornerà ad eleggerlo e la Commissione di Vigilanza ratificherà la nomina (cosa non avvenuta a luglio a causa del voto contrario di FI). Lo Speciale ha chiesto un commento in merito a Francesca Totolo, collaboratrice de Il Primato Nazionale, ricercatrice indipendente (come ama definirsi lei) e soprattutto esperta di sovranismo, populismo e politiche migratorie.

Cosa rappresenta per la libera informazione la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai?

“Penso che per la Rai questa nomina sia addirittura essenziale per la sua stessa sopravvivenza, perché dà la concreta possibilità di tagliare i ponti con il passato. Potremo finalmente avere un servizio pubblico indipendente, capace di interpretare il sentire popolare, in grado di investire su un’informazione di qualità, vera e non schierata, davvero impegnata a fornire agli italiani un reale pluralismo. Mi aspetto anche che possano operarvi professionisti di diverso orientamento politico, per assicurare piena cittadinanza ad una varietà di punti di vista differenti”.

Chi sono stati fino ad oggi i nemici di Marcello Foa?

“Visto quello che è successo precedentemente in Commissione di Vigilanza direi che a volerlo ostacolare è stato soprattutto Silvio Berlusconi. Certamente non lo ha fatto per demeriti personali di Foa visto che ha lavorato anche per Il Giornale, ma per un gioco puramente politico legato all’occupazione delle poltrone. Foa è stato scelto dalla Lega nell’ambito di un accordo con il Movimento 5Stelle e questo forse al leader di Forza Italia non è andato giù. Ora nell’incontro di domenica sera ad Arcore con Salvini, pare Berlusconi abbia dato la disponibilità a votare Foa, vedremo se alla fine sarà davvero così”. 

Ma davvero soltanto Berlusconi ha remato contro? O ci sono stati altri registi?

“E’ evidente che dietro le nomine importanti ci sono sempre dei poteri forti che remano contro. Marcello Foa per altro è persona di grande onestà intellettuale, mai schierata certamente verso l’establishment, quindi è ovvio che la sua nomina possa dar fastidio ai vecchi poteri che si sono sempre insediati e radicati in certi ambienti”. 

Per il giornalismo invece cosa rappresenta? Foa è stato definito populista, sovranista, anticonformista, politicamente scorretto, ma come possiamo davvero definire il suo modo di fare informazione?

E’ un giornalismo vero, intellettualmente corretto e onesto, indipendente dai poteri forti che come sappiamo rendono molto difficile la vita ai giornalisti che non sono omologati alle loro regole. Foa si è più volte apertamente schierato contro questi poteri, è stato il primo a parlare in Italia di spin doctor, a far capire che dietro certe parti politiche si nascondevano determinati personaggi interessati alla loro ascesa al potere. Averli smascherati certo non ha contribuito a fargli guadagnare simpatie nell’establishment. Un professionista che definirei in primo luogo libero, merce rara nel giornalismo”.

Come immagina la nuova Rai?

“Immagino una Rai davvero pluralista, perché quando una persona è intellettualmente onesta detesta il pensiero unico e ama il confronto. Una Rai aperta a tutte le voci, quelle della maggioranza di governo come delle opposizioni, un vero servizio pubblico. Inutile girarci intorno, negli ultimi anni alla Rai è mancata purtroppo la capacità di essere concepita come realmente al servizio dei cittadini e del loro diritto di essere informati in maniera onesta e plurale. Con Foa penso avremo un’autentica inversione di tendenza”. 

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