ESCLUSIVA, parla Roberto Formigoni: “Trovo conforto nella fede e in don Giussani”

Interviste

Roberto Formigoni, ex senatore ed ex governatore della Lombardia ha rilasciato un’intervista a Lo Speciale dove tocca vari argomenti, dal suo rapporto con la fede in un momento tanto drammatico come quello che sta affrontando oggi, al suo futuro politico, per finire con un giudizio sull’attuale governo. Tutto ruota intorno alla recente condanna a 7 anni e due mesi che gli è stata inflitta in appello per la vicenda Maugeri e che ha portato addirittura ad un inasprimento della sentenza di primo grado. In un’intervista al Corriere della Sera Formigoni ha dichiarato: “Io al rogo perchè ho governato bene. Ho perso tutto, ho solo 2mila euro”.

Senatore, sta affrontando un momento molto difficile della sua vita come traspare evidente dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Lei si è sempre professato cattolico. La fede la sta aiutando a sopportare questa situazione?

“La fede mi sta aiutando tantissimo, soprattutto perché ci permette di avere una visione diversa del mondo”.

Cosa intende dire?

“Quando si ha la fede sappiamo che anche il male che ci cade addosso, ed in certi casi in modo anche pesante e devastante, è permesso dal Signore. Il quale non manda mai il male sia chiaro, ma può sottoporci a delle prove anche ingiuste per il raggiungimento di un bene superiore. Questa visione della fede l’ho imparata negli anni del mio impegno cattolico, gli anni della vicinanza a don Luigi Giussani e mi sta aiutando enormemente a superare questa prova per me molto difficile”.

Ha citato don Luigi Giussani suo maestro e amico. Quanto in questi momenti lo ha sentito vicino? Ci sono delle parole o degli insegnamenti del fondatore di Comunione e Liberazione che oggi gli sono di conforto?

“Tutto l’insegnamento di don Giussani è per me motivo di grande conforto. Ha esaltato e perfezionato la mia educazione cattolica sin da ragazzo. Ho incontrato Comunione e Liberazione a quattordici anni, gradualmente l’ho capita e mi ha riempito la vita. Sono stato abituato a concepire la vita come servizio alla vocazione che il Signore ci dà, un servizio per il Signore e per il bene degli uomini e delle donne nostri fratelli e sorelle. Ho sempre seguito queste linee guida e questi principi nello svolgimento della mia attività politica e nel governo della Regione Lombardia dove sono riuscito, insieme alle giunte e alle maggioranze che mi hanno sostenuto, a tradurre in realtà il principio di sussidiarietà, ponendo l’essere umano al centro di ogni strategia, valorizzandolo e facendolo contare molto più dello Stato e delle Istituzioni. Un lavoro che i cittadini lombardi hanno apprezzato visto che per quattro volte consecutive mi hanno rieletto. Hanno premiato la qualità che abbiamo assicurato nei servizi, non soltanto nella sanità, ma in tanti altri settori. Don Giussani mi ha aiutato a capire il cristianesimo e soprattutto che non sempre la ricompensa per il bene che si è fatto arriverà in questo mondo. Siamo tutti servi inutili”. 

Si dibatte ancora sul ruolo dei cattolici in politica. Ma possono ancora avere un ruolo e in che modo?

“Se i cattolici si svegliano possono tornare a contare qualcosa. Il punto di vista cristiano in politica è sempre stato importantissimo e proficuo, ha formato i primi passi dell’Europa e negli ultimi tempi, anche nell’ambito di una dialettica con altri punti di vista che si è sempre rivelata molto utile, ha permesso all’Europa e all’Italia di formarsi. Certo, oggi questo punto di vista sembra mancare del tutto. E’ compito dei cattolici tentare di rimetterlo in pista, non con una pretesa di egemonia, ma con l’obiettivo di contribuire attraverso un costruttivo confronto con altri punti di vista, a favorire una crescita integrale della persona umana, della sua dignità, delle sue aspirazioni. Il punto di vista cristiano altro non è che l’esaltazione della libertà dell’uomo”.

C’è qualcuno che sta tentando secondo lei di riaffermare questa presenza dei cattolici in politica?

“Qualcuno c’è, ma purtroppo conta pochissimo. La presenza dei cattolici nel parlamento nazionale e in quelli regionali è molto scarsa. Conosco persone che ci mettono grande impegno, fra cui ci sono tanti miei amici nelle istituzioni lombarde, dalla Regione al Comune di Milano fino ai singoli consigli comunali. Si danno da fare per affermare una presenza cattolica con grande determinazione, grande intelligenza e grande coraggio, pur in assenza di una rappresentanza maggioritaria come avveniva in passato”.  

La Lega negli ultimi tempi ha spesso tentato di cavalcare i temi antropologici per darsi agli occhi degli italiani una forte caratterizzazione cattolica. Può essere un punto di riferimento da questo punto di vista considerando le polemiche con la Chiesa, la Cei e gran parte del clero sul tema dell’accoglienza?

“La Lega ha diverse facce. C’è sicuramente il tentativo di riportare in prima fila alcune visioni cristiane, per esempio la concezione della famiglia, visioni pienamente condivisibili anche se poi da chi sta al governo ci si aspetterebbero non parole ma fatti concreti. Si può anche riaffermare con forza che la famiglia è soltanto quella composta da un uomo e da una donna, ma poi alle enunciazioni di principio devono seguire provvedimenti conseguenti e soprattutto atti economici in favore della famiglia. Li attendiamo al varco della concreta realizzazione delle promesse. Poi ci sono altre facce della Lega molto meno condivisibili, che sono in netto contrasto con la visione cristiana”.

Pensa di continuare a fare politica e come?

“Io sto tuttora facendo politica. Nel momento in cui nel marzo scorso sono uscito definitivamente dal Senato, ho detto chiaramente che non mi sarei più candidato a ricoprire cariche pubbliche, ma avrei fatto politica in altra maniera, ossia dando consigli a tutti quelli che me lo chiedono e aiutando una nuova generazione a diventare protagonista. La mia presenza nelle istituzioni è di lunghissima data. Sono stato parlamentare europeo, deputato, senatore, governatore della Lombardia per diciotto anni. Ho 71 anni e pur non candidandomi più, ho la ferma volontà di continuare a fare politica con la stessa passione di sempre”.

Come giudica l’operato del governo Conte?

“Il giudizio è complessivamente negativo. Siamo di fronte ad un governo che non mi piace, che mi sembra in mano a dilettanti allo sbaraglio e apprendisti stregoni. Un governo che rischia di fare seri danni economici al Paese con  promesse avventate, cercando di forzare la posizione del ministro dell’Economia e della Ragioneria dello Stato, non rendendosi conto di danneggiare le aziende e i posti di lavoro,oltre che i risparmi degli italiani. Poi certo, ci sono anche aspetti positivi come la volontà di difendere la famiglia e abbassare la pressione fiscale, ma bisognerà vedere se le enunciazioni diventeranno realtà”.

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