Rapina Lanciano, Tonelli (Lega): “Sono bestie. Col pacchetto sicurezza è finita per loro”

Interviste

Medico pestato a sangue con calci e pugni, il lobo di un orecchio amputato alla moglie, il tutto per aver inutilmente tentato di convincere quattro banditi entrati nella loro villa che non c’era nessuna cassaforte. E’ avvenuto a Lanciano dove tutti sono sotto choc per la violenza inaudita messa in atto da questi malviventi che, fortunatamente, hanno lasciato in pace il figlio della coppia, un ragazzo disabile che si è visto però la stanza messa a soqquadro. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha assicurato che i criminali saranno catturati. Lo Speciale ha sentito su questa vicenda il parlamentare della Lega Gianni Tonelli già segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia).

A Lanciano è andata in scena una rapina stile “Arancia Meccanica”. Alla moglie del medico proprietario della villa, è stato addirittura amputato un orecchio. Da ex poliziotto, sa dirci con chi abbiamo a che fare?

“Si tratta di bestie d’appartamento che hanno ormai sostituito i tradizionali topi d’appartamento. Se prima si entrava nelle case quando non c’era nessuno proprio per non essere disturbati o ci si limitava a minacciare, legare, imbavagliare o anestetizzare chi stava dentro senza andare troppo oltre, oggi queste persone si comportano peggio degli animali”.

Come ci si può difendere in certi casi?

“Cambiando la legge sulla legittima difesa come stiamo facendo noi, con la consapevolezza che è profondamente cambiato il terreno criminale su cui ci dobbiamo muovere. Alla sinistra, che si oppone alla riforma sulla base di un pregiudizio ideologico che non comprendo, chiedo: perché dobbiamo regalare a queste bestie d’appartamento il vantaggio della prima mossa? Come si può pensare che un cittadino che si trova i banditi in casa, possa reagire soltanto dopo il delinquente, proporzionando la propria azione difensiva alla mossa dell’altro? Noi siamo in casa nostra e abbiamo il diritto di difenderci, non si tratta del far west come sostiene qualcuno. Non capisco perché ci si ostini a non voler cambiare questa legge. Non possiamo confondere i delinquenti  con la brava gente o viceversa, mettendo in galera chi si difende”. 

In verità il medico di Lanciano pestato a sangue e con fratture guaribili non prima di 40 giorni, ha detto che non userà mai una pistola per difendersi, perché la difesa del cittadino è compito dello Stato. Come risponde? 

Rispondo che ha pienamente ragione e che lo Stato deve fare ogni sforzo per garantire sicurezza. Non a caso durante l’intero mandato che ho svolto come segretario generale del Sap, mi sono battuto e ho messo in campo ripetuti interventi per ottenere un potenziamento degli organici di polizia sul territorio con equipaggiamenti adeguati. Ma non possiamo illuderci, perchè pur aumentando il numero dei poliziotti e addestrandoli nel migliore dei modi, non potremo mai mettere una pattuglia al servizio di ogni casa. Sarebbe bello avere un agente a difesa di ogni cittadino, ma sappiamo tutti che è impossibile. La legittima difesa deve intervenire proprio laddove il poliziotto non ci può essere, come appunto all’interno delle abitazioni, di giorno come di notte. Laddove lo Stato non può essere materialmente presente, il cittadino deve avere il diritto di potersi difendere. Non è detto che debba necessariamente dotarsi di una pistola, ci si può difendere anche in mille altri modi, pure tirando una sedia addosso al malvivente o spingendolo giù dalle scale”. 

Il pacchetto sicurezza del ministro Salvini come interviene su queste situazioni?

“Ci saranno tutta una serie di risposte per ciò che riguarda l’origine di questi fenomeni. Non possiamo ad esempio negare che le carceri italiane, soprattutto al nord, sono popolate al 50% da detenuti stranieri. Questo significa che pur essendo questi una minoranza rispetto alla popolazione italiana costituiscono comunque un problema rilevante in materia di sicurezza”.

Quindi?

“Il decreto sicurezza che approderà oggi nel Consiglio dei ministri punta a rimuovere tutta una serie di situazione che impediscono le espulsioni degli irregolari che stanno in Italia e che non hanno titolo per poter restare ed ottenere lo status di rifugiato. Basta andare in un qualsiasi porto di sbarco per rendersi conto che più del 90% dei migranti non hanno diritto all’asilo politico. Il decreto sicurezza punta a prevenire i rischi all’origine. Poi per ciò che riguarda la legittima difesa si procederà con un percorso autonomo, portando avanti il disegno di legge dell’onorevole Molteni presentato già nella scorsa legislatura, con la speranza che anche a sinistra prevalga il buon senso. Ma sbaglia chi pensa che il problema dell’immigrazione non c’entri nulla con la sicurezza nelle nostre città e nelle nostre case. Basta andare nelle carceri per averne conferma”.

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