Ricostruzione di Amatrice, a che punto (non) siamo

Politica

Siamo al punto di partenza ad Amatrice, come se nulla fosse stato fatto. Anzi. Vedere che a Genova tutto è ripartito sotto il manto protettivo dello Stato, che poco o nulla c’entra con questa storia se non in relazione alla concessione data ad Autostrade, fa indignare e non poco la popolazione che abita il territorio e chi lo rappresenta.

Basta passarelle” ha tuonato il primo cittadino, tutto è troppo fermo. Ci sono i negozi sì, lungo una strada larga che portava alla città ma mal distribuiti, e soprattutto non ci sono più gli abitanti delle seconde case. E’ passata un’altra estate buia, triste, mesta. Nulla è più come prima, solo le sfilate dei politici non finiscono mai e Palombini non ci sta.

L’amico Sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, ieri ha detto di essere molto arrabbiato. Io non sono solo arrabbiato, sono anche indignato. Non ho nulla contro Genova, ci mancherebbe, ma se si può (come si deve) affrontare una emergenza drammatica come quella dando ad un Commissario poteri speciali mai visti prima, mi chiedo perché la stessa cosa non si possa (o non si debba) fare per l’emergenza terremoto Centro Italia e per Ischia. Possibile che ancora non si sia delineata una figura super partes cui affidare un mandato pieno?” è la domanda di Palombini.

E’ possibile lasciare un territorio così vasto e articolato senza risposte? Pare proprio di sì.

E’ possibile “non capire che la gente sta male, le comunità si stanno lacerando, le persone stanno perdendo la fiducia e se ne andranno tutti?” è la domanda che lancia sui social, con tanto di indignazione generale contro la casta politica, raccolta tra i commenti.

La sostanza de messaggio è che i Sindaci sono stati lasciati soli, oggi più di ieri: “Basta proclami e basta promesse . ha tuonato – vogliamo risposte. Dico al nuovo Governo del cambiamento che si è preso fin troppo tempo per decidere, di gran lunga superiore anche di quello che è servito per decidere su Genova. E non si è deciso. Come sindaco di Amatrice da oggi in poi non riceverò più come istituzione delegazioni del Governo, a meno che non vengano in assemblea pubblica a dare loro le risposte che la gente aspetta da troppo tempo.

Invito tutti i Sindaci del cratere a fare lo stesso, a fermare anche loro questa ormai insopportabile abitudine di fare passerelle e pronunciare false rassicurazioni. Indigniamoci tutti”. Molto dura la nota del sindaco di Amatrice ma necessaria evidentemente. Tanto più che il commissario straordinario De Micheli è in scadenza di mandato e si aspetta la nuova nomina.

Nel frattempo, in assenza di misure ci ha pensato Pirozzi, dalla Regione Lazio, a preparare una soluzione momentanea per le persone che hanno visto la loro seconda casa distrutta nel terremoto del 24 agosto 2016 e dell’ottobre 2016 ad Amatrice e Accumoli e sono proprietari di un terreno in quei comuni (che hanno la particolarità di avere subìto la distruzione di fatto del 50% più 1, degli edifici sul proprio territorio).

Finalmente, come richiesto da molti cittadini, potranno installare una casa amovibile, non più grande di 60 mq, in attesa che venga ricostruita la casa distrutta. Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato l’emendamento al collegato al bilancio a firma Pirozzi, capogruppo della Lista Pirozzi, e sottoscritto anche dai membri della commissione regionale Ricostruzione da lui presieduta. Una soluzione che molti sul territorio contestano perché momentanea e preoccupante, se si pensa che se le istituzioni che vedono ripartire un certo movimento sul territorio, potrebbero allungare ancora di più il brodo attendendo ad intervenire con massima urgenza.

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