Decreto-Salvini. Ecco cosa dà fastidio al mondo cattolico

Politica

Oggi l’Avvenire spara alzo zero contro il decreto-Salvini. In un ampio paginone, con titoli forti, evidenzia “tutto” il dissenso del mondo cattolico, del volontariato, delle associazioni umanitarie, nei confronti di una scelta governativa, ritenuta pericolosa, xenofoba, antidemocratica. Bocciatura, in linea con i pareri, va detto, della Ue e dell’Onu (che da tempo condannano l’Italia), e in linea con i comunicati stampa dell’opposizione all’esecutivo Conte, in primis, del Pd.

Qui non è il caso di collegare l’indignazione per “un decreto sbagliato”, analizzando base della comunicazione di papa Bergoglio, che legittimamente si rivolge al mondo e alla coscienza degli uomini. Stiamo su un altro e più alto piano. Il tema è come mai, parte del mondo cattolico vede come fumo negli occhi scelte di buon senso? Che comunque vanno contestate sul piano propositivo, dialettico, non morale, pregiudiziale.
Immigrazione e sicurezza, piaccia o non piaccia, inesorabilmente tendono a collegarsi, sovrapporsi.

I numeri, circa la criminalità e la devianza in aumento, figlie di politiche migratorie buoniste, sono chiari.
E proprio, per l’incapacità prima culturale, poi politica di una sinistra cosmopolita, mondialista, che nel nome del cittadino del mondo, ha partorito un’integrazione ingovernabile, insostenibile, avendo pensato esclusivamente all’accoglienza giuridica e sociale (basta trovare un posto di lavoro e rispettare le leggi), trascurando, come ha ricordato a suo tempo, il cardinale Biffi, l’accoglienza culturale, che avrebbe comportato elementi di sintesi, ma anche di incompatibilità tra culture, ad esempio, tra italiani e migranti.

L’Avvenire, infatti, riporta commenti di fuoco: l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione parla di “una gravissima lacerazione del sistema democratico, che va nella direzione della restrizione della libertà degli individui che sono uguali”.

Il Centro italiano per i rifugiati ritiene che il decreto “colpisca i diritti della Costituzione”. Nel centro del mirino l’abolizione della protezione umanitaria che, secondo il Centro Astalli “non tiene conto delle storie delle persone e del lavoro delle associazioni umanitarie”. Per Medici senza Frontiere, è “smantellata l’accoglienza”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Federazione delle Chiese evangeliche.

A parte la facile obiezione: si tratta di piccole realtà e di Ong che ce l’hanno col governo forse per ragioni professionali (il business dell’immigrazione), ma a noi interessano le risposte a domande precise (anche per favorire il dibattito e il civile confronto nel mondo dei credenti).
I punti del decreto sono opinabili, dannosi o oggettivi? Eccoli nel dettaglio.

La cittadinanza si può revocare o no, allo straniero condannato in via definitiva per reati di terrorismo? La prima stesura si limitava alla denuncia; adesso, in omaggio al principio costituzionale, che sicuramente i tecnici del Quirinale avrebbero ricordato, il testo è stato razionalizzato. Quindi, un merito o no?

Le espulsioni devono essere facilitate e velocizzate, oppure no? E’ un attentato alla democrazia?
E ancora: si possono inasprire le sanzioni nei confronti di coloro che promuovono o organizzano l’invasione di terreni o edifici, al posto di concedere loro, come da peggiore impostazione ideologica, l’attenuante del disagio sociale; attenuante mai concessa agli italiani? Non era pure questo un “diritto diseguale”, anti-costituzionale?

La “protezione umanitaria” poi, è un principio astratto che diventava ingestibile: è stato meglio o peggio sostituirlo col “permesso di soggiorno” tipizzato per categorie (vittime di sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel paese d’origine)? E’ stato un bene o un male?

Infine: è giusto o sbagliato negare o revocare la protezione internazionale dopo una condanna di primo grado per reati di violenza sessuale, lesioni gravi e rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga, ricordando che anche qui, la prima versione parlava solo di denuncia e non di condanna?
Cosa c’è di disumano e di anticristiano in tali decisioni?

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