Il decreto Genova è arrivato al Quirinale. Il testo sarà valutato dal presidente della Repubblica prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale ma non piace a tutti, Anzi.
Il primo in ordine di importanza è Giovanni Toti, governatore della Regione Liguria: “Il decreto arriverà, ma non vuol dire che sarà soddisfacente. Bisognerà vedere cosa c’è scritto dentro dopo questo balletto fatto in una settimana e mezzo tra un ministero e l’altro” ha dichiarato a Circo Massimo, su Radio Capital.
E gli fa eco Maurizio Gasparri parlando di “bugie grilline stanno uccidendo la città”, addirittura parte l’attacco frontale al ministro Toninelli: “Le sciocchezze di questo personaggio offendono i vivi e i morti. Il ponte per ballare e per mangiare è una cosa che non si può sentire”.
Il sospetto è che il decreto venga fatto per escludere gli enti locali e Forza Italia non ci sta.
Il governo vuole gestire la situazione a Roma e non in Liguria? “Ma va bene tutto – dice Toti – siamo laici, basta che si raggiungeranno i risultati”. Il governatore della Liguria si fida “del fatto che tutto il governo ci ha messo la faccia”.
Al ministro delle infrastrutture Toninelli viene fatta solo una richiesta: “Mi fiderei di più di lui se sbloccasse questa mattina stessa quel miliardo e mezzo di euro, già bollinato, per il quinto lotto del terzo valico, che rischia di rallentare sensibilmente. Sarebbe un danno straordinario, e credo che l’opinione pubblica non reagirebbe bene. E neanch’io reagirei bene”.
E se il ponte “dove poter mangiare e giocare”, idea del genovese Gino Paoli, fosse davvero nato per quello? Beppe Grillo intanto trema, alcuni cittadini genovesi vogliono andare a protestare sotto casa sua.
Quando il vento cambia, non si ferma con le mani. Riusciranno i grillini a cancellare queste perplessità della gente, ora che proprio il popolo li avverte come casta astratta?



