Stepchild, la Corte di Appello dice sì all’adozione estera di una minore

Politica

Condividi!

E’ valida l’adozione estera di una minore all’interno di una coppia omosessuale, parola della Corte di Appello. La coppia, da anni negli Stati Uniti, ha avuto la maternità con la fecondazione eterologa da donatore anonimo, successivamente sposandosi.

LA CRONACA

E’ stato accolto il ricorso presentato nel 2016 dall’avvocato Claudio Pezzi nei confronti del Comune di Bologna e del ministero dell’Interno e riconosciuta così una sentenza americana di stepchild. Si conclude così un lungo percorso giudiziario iniziato nel 2014 che ha visto coinvolto il tribunale dei minorenni di Bologna e la Corte Costituzionale, la Corte d’Appello, come spiegato dall’avvocato Pezzi, ha riconosciuto che il rifiuto della trascrizione della sentenza da parte del Comune per “contrarietà all’ordine pubblico” sia illegittimo.

Dal 2013 alla donna, insegnante universitaria, è stata attestata la cittadinanza italiana per discendenza: ha preso quindi la residenza a Bologna dove il nucleo familiare si è trasferito. Ma fino ad oggi le ragioni della coppia di veder riconosciuto il loro status anche in Italia non erano state accolte.

La Corte costituzionale, a cui il tribunale per i minorenni di Bologna aveva inviato il caso, dichiarò inammissibile il ricorso, sostenendo che la vicenda era stata erroneamente trattata come un’ipotesi di adozione internazionale, cioè come un caso di adozione del figlio straniero da parte di genitori italiani, e non come un caso di riconoscimento di sentenza straniera, pronunciata tra stranieri. Ne seguì che dal ricorso al tribunale minorile il caso si spostò all’ufficiale di stato civile, ma il Comune, dopo un primo accoglimento, in seguito a parere contrario della prefettura, rifiutò la trascrizione per ‘contrarietà all’ordine pubblicò. Di qui il ricorso alla Corte di appello, prima sezione civile: i giudici hanno ritenuto ininfluente che la Stepchild nella coppia non sia compresa tra gli istituti dell’ordinamento italiano.

Questo argomento si perde “di fronte alla centralità – scrivono i giudici – del superiore interesse del minore cui è informato il concetto di ordine pubblico internazionale in questa materia e, di fronte ancor ai principi di uguaglianza tra i sessi e di signoria privata e libero sviluppo del singolo nella famiglia”. Le due donne, spiega la Corte, sono una famiglia formata ormai.

CHI E’ A FAVORE

“La decisione della Corte d’appello di Bologna che riconosce la validità in Italia di un caso di Stepchild adoption negli Usa è l’ultima conferma in ordine di tempo della necessità di intervenire per colmare un vuoto lasciato dalla politica: il diritto di famiglia non può essere riscritto per sentenza”. ha dichiarato la deputata e leader di Forza Italia Giovani Annagrazia Calabria. “Il Parlamento ha il dovere di pronunciarsi su un tema tanto delicato: serve il coraggio di una posizione netta contro la stepchild adoption. Non si può infatti continuare a ignorare lo stretto legame tra le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e l’utero in affitto, una pratica barbara che mercifica la maternità”, ha concluso.

Per Francesca Puglisi, responsabile dipartimento Infanzia e Adolescenza del Partito Democratico, si tratta di “una sentenza giusta, una sentenza storica, quella della Corte di appello di Bologna che conferma la trascrizione in Italia dell’adozione realizzata negli Usa da parte della compagna della mamma biologica di una bimba. Questa sentenza afferma anche nel nostro Paese come già affermato nelle convenzioni internazionali, che i diritti di bambine e bambini hanno la preminenza. Hanno il diritto di essere cresciuti e amati dalle persone che con continuità prestano loro attenzione e cura. I migliori auguri di buona vita e felicità alla bimba e alle sue mamme”.

 

 

 

Tagged