Manovra, parla Rizzo (PC): Il cambiamento è solo sulle promesse elettorali”

Interviste

Manovra del popolo, così il M5S ha definito la Finanziaria che il governo si appresta a mettere in campo dopo aver trovato l’accordo sullo sforamento del deficit al 2,4%. Manovra sociale è stata inoltre definita, in virtù delle misure contemplate, che vanno dal reddito di cittadinanza all’innalzamento delle pensioni minime per finire con la riforma della Legge Fornero e l’introduzione della quota cento. Misure che però non convincono il leader del Partito Comunista Marco Rizzo intervistato da Lo Speciale. Dall’Europa intanto le reazioni sono negative al punto che il ministro degli Affari europei Paolo Savona ha detto chiaramente che “prima viene la stabilità socio-politica, poi quella economica” con riferimento all’innalzamento dello spread e alle turbolenze dei mercati.

Manovra del cambiamento, manovra sociale, manovra del popolo. Quale di queste definizioni è realmente appropriata?

“Nessuna, perché quella che abbiamo di fronte è una manovra molto comunicativa, mentre dal punto di vista dei dati non mi sembra ci sia un grande cambiamento. Sarei stato il primo ad essere contento se avessero rotto davvero il blocco dell’Unione europea e della Nato, ma purtroppo vedo dei dati in netta continuità con i governi precedenti. Questi non hanno rotto proprio nulla”.

Eppure il M5S ha festeggiato sul balcone di Palazzo Chigi. Aver ottenuto un deficit del 2,4% non è un risultato importante considerando che il ministro Tria aveva concordato con l’Europa l’1,6%?

“Se analizziamo i numeri degli anni precedenti scopriamo che nel 2013 Monti aveva fissato il rapporto deficit-pil al 2,9%. Nel 2o14 con Letta lo si era addirittura posto al 3%. E poi ancora, nel 2015 e nel 2016 con Renzi si è stabilito al 2,6% e al 2,5%. Con Gentolini infine nel 2017 il rapporto è stato del 2,3%. Dove sta il cambiamento? Mi pare che siamo in totale continuità con il passato. Dal punto di vista contabile siamo in linea con le vecchie manovre. Non c’è stata nessuna rottura verso l’Unione europea e l’euro. Solo tanta prapaganda”.

Nessuna misura sociale quindi merita attenzione?

“Dove sono le misure sociali? Le cose che emergono con forza vanno in direzione esattamente opposta. Nessuno parla più di nazionalizzazione delle concessioni autostradali. Nessuno parla più della fine dei processi di privatizzazione. Ci sono chilometri di austostrade che continuano ad essere affidate in concessione. Quindi direi che c’è stato un processo di cambiamento, ma soltanto rispetto a quanto promesso in campagna elettorale. Un cambiamento del programma votato dagli elettori”.

Si farà il reddito di cittadinanza. Era questa la misura sociale più importante promessa dal M5S. Questo non basta?

“Il reddito di cittadinanza è sbagliato. La moderna società capitalistica vuole che la gente consumi, non gli frega niente di come sta, l’importante è che sopravviva. Il reddito di cittadinanza rientra in questa logica. Chiamiamolo quindi reddito di sopravvivenza, questo è il nome giusto. In pratica danno il minimo indispensabile per far vivere male la gente. E’ con il lavoro che si fa star bene le persone, riconoscendogli dignità, e non elargendo l’elemosina”.

C’è anche l’innalzamento delle pensioni minime e le modifiche alla legge Fornero con l’introduzione della quota cento. Anche questo non era nel programma di Lega ed M5S?

“L’altro giorno il Sole 24 ore riportava il dato della Russia di Putin dove c’è forte protesta perché si sta modificando l’età pensionabile. Età che è rimasta sempre quella della costituzione sovietica voluta da Stalin, che è stata in vigore nell’Urss fino al 1991 e in Russia fino ad oggi. Le donne andavano in pensione a 55 anni e gli uomini a 60. Consentitemi la battuta: se vuoi andare in pensione a sessant’anni non servono Salvini e Di Maio, ci vuole Stalin”.

Il ministro degli Affari europei Paolo Savona ha detto che prima della stabilità economica viene quella socio-politica rispondendo alle preoccupazioni dell’Europa e agli attacchi dei mercati. Condivide?

“Savona evidentemente ha letto Marx. perché fino a quando l’economia avrà il sopravvento sulla politica il popolo starà sempre male e le condizioni economiche degli Stati saranno sempre peggiori E’ chiaro che la politica deve tornare ad avere il sopravvento sulla finanza, ma per dire questo non ci serve Paolo Savona, avevamo già Carlo Marx”.

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