Frasi sessiste, caso Strumia: la guerra culturale che uccide la verità

Politica

Cronaca di ordinaria guerra culturale. Quella che si combatte a suon di discorsi, comunicati, articoli, libri e comunicazioni tv. Ma in primis, con la falsificazione della realtà.
Lenin ebbe modo di scrivere, infatti, che “non esiste la realtà, ma solo l’interpretazione ideologica della realtà”. Ed è tristemente vero.

Se gli italiani, ieri, hanno letto il Corriere della sera, si sono fatti un’idea precisa. Se invece, hanno letto, ad esempio, La Verità, si sono fatti un’opinione opposta. Lasciamo i lettori de Lo Speciale l’onere e l’onore di farsi una loro idea sulla vicenda.

Quale vicenda? Quella del fisico dell’Università di Pisa, Alessandro Strumia, che avrebbe peccato di antifemminismo, meritandosi la giusta “punizione democratica”, ossia la sospensione dal Cern e chissà cos’altro.

L’argomento incriminato? La fisica, secondo Strumia, e secondo l’articolo del primo quotidiano nazionale, non sarebbe per le donne, semmai ad essere discriminati sono gli uomini. E giù una serie di dati, tabelle, grafici e slides, gli strumenti classici della lezione, a dimostrare che la fisica è stata costruita e inventata dai maschi. Tesi corredate da motivazioni antropologiche e genetiche (il cervello maschile è più portato alla sistematizzazione, quello femminile all’empatia).

E con titoli censori e apocalittici, il Corriere, ha ospitato, sotto il pezzo di cronaca appena citato, un’intervista di biasimo della direttrice del Cern Fabiola Gianotti, che ovviamente ha stigmatizzato il collega, e a seguire, taglio basso, un boxino con tutti i nomi rosa della scienza: da Marie Curie a Rita Levi-Montalcini.

Morale: pubblica indignazione laica e via libera a una sorta “di epurazione democratica” del professore oscurantista, omofobo e misogino.

Se andiamo su La Verità, sorpresa, il senso è rovesciato: Strumia non ha colpevolizzato le donne, al contrario, ha detto che non ci sono discriminazioni di genere nella scienza, anzi spesso vengono assunte donne con meno citazioni scientifiche dei colleghi uomini; e, se proprio si deve fare una casistica, donne e uomini, dati alla mano, hanno interessi diversi. Non è una novità, nessuno scandalo, nessun sessismo.
Ecco una ennesima prova provata della guerra culturale che si svolge quotidianamente.
E che non fa feriti, solo morti. E i morti sono la verità.

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