Terremoto, Pirozzi su nuovo Commissario: “Per ricostruire vada oltre gli aspetti tecnici”

Interviste

Piero Farabollini, docente all’Università di Camerino e presidente dell’Ordine dei geologi delle Marche è il nuovo commissario per la ricostruzione delle zone del Centro Italia devastate dal terremoto dell’estate-autunno 2016. Succede a Paola De Micheli che a sua volta era succeduta a Vasco Errani. L’ha spuntata sull’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, presidente della Commissione per la ricostruzione della Regione Lazio sponsorizzato dalla Lega.  Farabollini era invece sostenuto dal M5S. Come l’ha presa Pirozzi? Lo Speciale lo ha contattato.

Come commenta la nomina del nuovo commissario Piero Farabollini?

“Personalmente non so chi sia. Leggo che è un professore universitario e un geologo. Ne prendo atto, fermo restando che il terremoto c’è stato”.

“Fermo restando che il terremoto c’è stato” dice lei… Che significa?

“Intendo dire che abbiamo una serie di necessità urgenti che come presidente della Commissione per la ricostruzione della Regione Lazio porterò immediatamente all’attenzione del nuovo commissario. Ci sono delle cose che andranno chiarite da subito. Ci sono innanzitutto da ricreare i vari crateri, ci sono da accelerare i processi di ricostruzione abbreviando i tempi previsti per i bandi di gara. C’è inoltre la necessità di inserire nella zona urbana franca speciale quelle categorie che fino ad oggi sono rimaste escluse. ad iniziare dai professionisti. Serve infine intervenire immediatamente sulla viabilità nelle aree distrutte”.

La ricostruzione insomma è ferma al palo. Perché’?

“E’ tutto fermo, per questo dico che serve avere una visione diversa. Per carità, le competenze tecniche sono importanti, ma spero che il nuovo commissario abbia una visione a 360 gradi perché il terremoto, al di là di quello che è avvenuto a livello geologico, ha lasciato sul campo tanti uomini con le loro difficoltà e con una serie di problematiche che non si è stati in grado di affrontare”.

Che significa avere una visione diversa?

“Vuol dire ad esempio non pensare di equiparare la situazione di Colli del Tronto con quella di Amatrice, Accumoli, Arquata, Norcia, Visso. Esistono delle condizioni molto diverse, che richiedono di conseguenza anche modalità di intervento molto diversificate. Spero che Farabollini lavori in questa direzione, anche ripristinando tutte quelle esigenze, le stesse in parte che ho citato prima, che inizialmente erano state recepite, ma che poi sono scomparse dal Decreto su Genova e le zone terremotate firmato da Mattarella. Spero poi che la sua esperienza nel campo della prevenzione venga utilizzata anche per ridisegnare una mappa del rischio in tutta Italia”.

Sostiene dunque che per un incarico così delicato le competenze tecniche non bastino, servono anche visione ed esperienza politica altrimenti si corre il rischio che il tecnico finisca con l’essere sfruttato dagli stessi politici? Condivide?

“A Genova per ricostruire il Ponte Morandi hanno nominato il sindaco e mi chiedo chi meglio di un sindaco possa conoscere ciò che serve realmente alla propria comunità. Nel Centro Italia è stata fatta una scelta diversa, seppur perfettamente legittima. Come presidente della Commissione per la ricostruzione della Regione Lazio ho lavorato alla presentazione di una legge che prevede fra le altre cose, la realizzazione di seconde case provvisorie, la possibilità di far ricostruire immobili con difformità gravi e tutta una serie di iniziative frutto dell’esperienza maturata in due anni di impegno sul fronte. Se Farabollini vorrà, la mia esperienza sarà a sua disposizione”.

Cosa consiglia al commissario come primo provvedimento?

“Il vero salto di qualità, al netto dei curriculum, sarà nel differenziare i comuni che hanno avuto la distruzione da quelli che l’hanno avuta in forma lieve o non l’hanno avuta affatto. Fatto salvo il diritto dei cittadini a rivedere riparate le proprie abitazioni indipendentemente dal grado di intensità del sisma, e quello delle pubbliche amministrazioni di poter veder ricostruiti gli edifici pubblici, ritengo che per i comuni del Centro Italia come Amatrice ci voglia un approccio totalmente diverso e direi particolare, che vada oltre gli aspetti puramente tecnici”.

Deluso da Salvini e Di Maio per non essere stato nominato?

“Assolutamente no, io sono stato in corsa, ma come avviene in una gara c’è sempre chi arriva primo al traguardo. Il fatto di essere comunque candidato a ricoprire questo incarico ha significato il riconoscimento del mio impegno per la ricostruzione, messo in atto prima da sindaco di Amatrice e poi da presidente della Commissione regionale del Lazio. E’ stata apprezzata la legge che come Commissione abbiamo proposto e lo spirito che l’ha animata. Poi la vita è fatta anche di scelte diverse. Io di certo continuerò a lavorare e a lottare perché questi territori tornino presto a rivivere e non muoiano definitivamente”. 

 

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