Mercati con l’Italia, la versione del ministro Savona Vs opposizione

Politica

Alla faccia dell’opposizione la reazione dei mercati è moderata, solo lo scontro politico contro la Ue rimane acceso e rischia di appesantire il clima. Per il resto è fatta, almeno così ha dato da intendere il ministro degli Affari Europei Paolo Savona:  “I mercati si sono comportati moderatamente, la prova dei mercati l’abbiamo superata”. Eppure il differenziale tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni supera la soglia psicologica dei 300 punti base già a metà mattinata, per terminare la seduta a 303 punti. Nulla in confronto ad altre epoche storiche però.

E’ peggio per il ministro quello che sta accadendo a livello di battaglia tra elite conservatrici che portano avanti politiche deflazioniste e “le forze riformiste che vogliono che l’Europa faccia qualcosa per cambiare”, ha aggiunto Savona, per lui “il mercato ha retto bene, è più saggio di quanto non sia lo scontro politico in corso” almeno fino a quando i mercati aspetteranno il pronunciamento delle agenzie di rating.

Tanto l’Europa non preoccupa più nessuno (nonostante l’Italia rischi l’apertura di una procedura di infrazione), tanto meno il governo,  che se la Ue dovesse bocciare il programma economico del governo sarà ”il popolo” a decidere secondo il ministro agli Affari europei: “Cosa succederebbe se l’Unione europea si mettesse in una posizione conflittuale verso questo programma del governo cosi’ cauto e moderato? Io non lo so, deciderà il popolo non io, io mi metto da parte”, lancia i sospetti Savona. ”Alcune provocazioni, con un certo stile” sono “piuttosto pesanti” per lui, e il riferimento è al botta-risposta tra il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e Il vice premier Matteo Salvini. E da che parte sta secondo voi Savona? Per lui “il messaggio che ”il mercato insegnerà agli italiani come votare’ io lo trovo molto più insultante di quello che risponde ‘non è sobrio quando parla”.

Ma davvero le previsioni di Savona sono realistiche? Per Chiara Gribaudo, deputato del Pd “sembrano – più che altro – una partita a morra e non il prodotto di una valutazione minimamente credibile. Andando avanti con numeri a vanvera, accompagnati da denunce di complotti, hanno giusto il tempo di portare il paese in default. Tanto pagano gli italiani che vedranno, tanto per cominciare, aumentare i tassi delle rate dei mutui”.

Sembra chiaro ormai che la sfida è tutta politica anche se il Ministro Di Maio daBerlino manda messaggi distensivi: l’Italia in Europa resta.

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