Cristiano Ronaldo, vittima o protagonista del @metoo?

Politica

Cristiano Ronaldo ora è in vacanza. Approfittando della pausa della serie A, per l’incontro della nazionale, mediterà sulla tegola che gli è caduta addosso.

E non solo, riposerà anche in occasione della partita Italia-Portogallo del prossimo 27 novembre a San Siro. Ma era stato già deciso ben prima delle accuse rivoltegli da Kathryn Mayorga. E secondo quanto riportano le cronache, si aggiungeranno altre tegole sulla sua testa, a sporcare un’immagine e una carriera finora adamantine.

Dopo lo scandalo legato alle rivelazioni di Katharyn, circa il presunto stupro consumato dal calciatore nel 2009, nella ormai famosa suite del Palms Place Hotel di Las Vegas, adesso sembra che possano arrivare altre denunce. A rivelarlo è stato il legale della donna, Leslie Stovan: “Sono stato contattato da un’altra donna che sostiene di aver ricevuto lo stesso trattamento da Cristiano Ronaldo. A questo punto voglio parlare con le ex fidanzate del calciatore e con le ragazze che lo conoscono e lo hanno conosciuto intimamente”.

Dalle tegole al macigno. Il calciatore, da responsabile di un singolo penoso caso, improvvisamente potrebbe diventare, almeno nell’immaginario collettivo, un predatore seriale. Il che cambia tutto. Insomma, uno col vizio.

E per il momento la Juventus (che ci ha rimesso in borsa) e la sua patria, oscillano tra un rispettoso silenzio e la difesa d’ufficio, come quella del premier portoghese Antonio Costa: “Non è sufficiente essere accusati per diventare colpevoli. E se c’è qualcosa di cui abbiamo prova è che Ronaldo è un grande professionista”.

Il tema, infatti, è proprio quello. Non ci può essere scissione tra il professionista e l’uomo. Maradona, ad esempio, è stato un grande campione, non “grazie” alla dipendenza da droghe, ma “nonostante” la sua dipendenza. E resta il fatto che i campioni sono un modello virtuoso per i giovani e la società. E non può passare l’idea che a loro sia concesso tutto, anche la violenza sessuale, sempre che le accuse pure in questo caso, siano comprovate, accertate realmente e non mediaticamente, e questo è è tutto da vedere.

Certo, pesa sulla vicenda-Ronaldo l’accordo di 375 mila dollari per il segreto sui fatti di quella notte, che per il momento sono stati rivelati a senso unico.

E non è una novità che anche i grandi della storia, dalla politica allo sport, siano come tutti, afflitti da demoni e vizi.

Ma in epoca di “@metoo” una cosa va detta. E’ scandalosa questa pratica di denunciare 10-20-30 anni dopo, persone, ormai diverse, cambiate, magari ravvedute, solo per secondi fini, soldi o ritorsioni di vario genere. Se l’intento era la giustizia, allora le denunce andavano fatte subito. La tesi del turbamento psichico sa di mestiere, di professionismo dei sentimenti se uno volesse essere cattivo. 

Intanto Cristiano Ronaldo mediti, tutta l’Italia sportiva e non, spera che si tratti solo di un brutto episodio.

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