Primarie Pd, congresso e comunicazione down

Politica

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Continua la comunicazione dem ossessionata dagli M5s. Renzi ieri è tornato a prendere in giro il ministro delle Infrastrutture Toninelli “lui che è quello che crolla il Ponte Morandi e dà la colpa al PD”.

Ma siamo sicuri che abbia effetti positivi questo genere di comunicazione. Sembra di stare egli anni ’90 con il continuo scherno che dovrebbe dimostrare i meriti di chi schernisce. In realtà i meriti ormai la gente, dopo una crisi che non ha uguali, li vorrebbe dimostrati sul campo.

Ne deve tenere conto il calendario del congresso del Pd che si concluderà con le primarie o il 3 o il 10 febbraio prossimo, se vuole che la partecipazione sia ottimale.

La data non è scelta a caso, dovrebbe consentire al nuovo segretario di preparare le liste per le europee.

Tra i candidati Roberto Giachetti, Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Francesco Boccia e anche un giovane rottamatore (un altro). Ma Giachetti già smentisce: “Apprendo che sarei candidato alla Segreteria del Pd. Ringrazio per la stima e la fiducia. Io a dire il vero non mangio da 21 giorni per avere la certezza di una data. Così solo per la cronaca”. Per Richetti il lavoro di Martina fin qui è stato “straordinario. Ma oggi quel lavoro ha bisogno di un momento congressuale”.

E infatti… ora non resta che attendere le dimissioni del segretario Martina poi Matteo Orfini convocherà l’ Assemblea nazionale che dovrà prima verificare che non si voglia eleggere subito un nuovo segretario. Seconda fase: toccherà alla Direzione che nominerà la Commissione Congresso per il Regolamento congressuale. Insomma la strada è lunga.

 

 

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