Papa: e dopo le lacerazioni, la Chiesa torna unita contro l’aborto

Politica

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“Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Vi domando: è giusto far fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto far fuori un essere umano”.

Papa Francesco nella consueta udienza generale del mercoledì è tornato su un argomento forte: il no all’aborto (usando le stesse parole e gli stessi concetti, proclamati urbi et orbi, in occasione della recente vittoria degli antiabortisti in Argentina).

Un tema delicato (sorprende la sorpresa, vista la dottrina cattolica), ma fondamentale per sancire la differenza “pubblica”, da declinare nella società, tra la cultura della vita e i cosiddetti diritti civili (laicisti). Un argomento che, infatti, ha molte ripercussioni ed effetti: a partire dal rapporto tra credenti e Stato laico, che ormai in tutta Europa e non solo, ha legittimato per legge le interruzioni della gravidanza, considerate un obbligo, se non un metodo contraccettivo.

Qualcuno adesso esulterà per le frasi del Papa, qualcun altro resterà deluso, avendolo innalzato a icona del progressismo (le sue posizioni a favore di migranti etc).

La verità è che il popolo dei credenti è diviso, ripartito “bipolarmente” tra destra e sinistra, conservatori e riformisti, tra il “partito della verità” e il “partito della misericordia”. Tra chi vota per Grillo, chi per la Lega, chi per il Pd.
Quando il Pontefice parla a favore dei migranti e si dimostra troppo comprensivo verso gli omosessuali e i divorziati, si indigna la parte conservatrice; quando conferma le sue posizioni a favore della famiglia naturale, come progetto di Dio e ribadisce, come ha fatto ieri, il no all’aborto, si sollevano i progressisti.

Ma la religione può essere un materiale addomesticabile a seconda delle convenienze culturali e politiche? Ciò che dice il papa può essere sempre tirato per la giacchetta?
Nelle parole del Papa, leggere per credere, al contrario, non c’è nessuna contraddizione, anzi. E’ perfettamente coerente con la tradizione della Chiesa. E tra verità e misericordia non c’è alcuna scissione. E dopo le lacerazioni del dossier Viganò, c’era bisogno di ricomposizione, era nell’aria.

Cultura dello scarto. Non è una novità che la dottrina cattolica combatte la cultura dello scarto, che va dal profitto prodotto idolatrato da un sistema economico sbagliato e disumano (il neo-liberismo). Un sistema economico non neutro, ma che determina stili di vita ben precisi.
Egoismo. Non c’è contraddizione tra l’accoglienza alla vita (il no all’aborto) e l’accoglienza dell’altro (l’integrazione, l’accoglienza sostenibile).

Al centro è sempre “l’altro”, il diverso, il debole, il piccolo, il bambino, l’anziano. L’aborto, l’eutanasia, le chiusure xenofobe, sono lati di una stessa medaglia. Che la Chiesa combatte, offrendo una prospettiva opposta e alternativa: il primato della vita, che si manifesta dalla culla alle frontiere. La cultura dell’egoismo genera disumanità, tutto ridotto alle pulsioni dell’io, tutto ridotto a merce e a cose. Tutto è liquido, tutto si compra e si vende, tutto si vive nello spazio di un nanosecondo (il gender, la società Frankenstein, dove ognuno prende il pezzo che vuole).

Il dio comfort. E in nome del benessere economico, della tranquillità, del comfort, si rifiuta il limite, la fragilità, le difficoltà. Se un anziano è ormai terminale, gli si nega il diritto ad essere curato, diventa un impaccio, un ramo secco da tagliare. Se un bambino è malato, e lo si vede già nel grembo materno, diventa un problema, va eliminato.

Nazismo. E questa non è eugenetica? Cultura della purezza, creazione di una razza umana disinfettata, perfetta e produttiva (funzionale al modello economico capitalistico e al consumismo, rivestito di libertarismo)? Un mito – va detto – già anticipato da Hitler. E le metafore del Papa, dall’Argentina a ieri, sono state estremamente calzanti: “Omicidio con i guanti bianchi”, “sicario”.

Reazioni. E’ evidente che i sacerdoti, i guru, i fan e adepti della religione laicista, del “cristianesimo senza Cristo”, si siano indignati per questa normale presa di posizione del Santo Padre; ha denunciato il dna e il vulnus di un pensiero unico liberal e radical, che si ritiene, appunto, giusto, perfetto e indiscutibile. Un “nazi-buonismo” che, privilegiando il diritto delle donne, uccide il diritto del bambino a nascere.

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