Editoria, i 5stelle tornano ad annunciare i tagli. Tutte le voci

Politica

Oggi si è avuta la triste conferma che questo governo e in particolare i 5 stelle fanno di tutta l’erba un fascio. L’informazione non è tutta carta straccia, ma con i tagli all’editoria si rischia di tagliare tanti piccoli e buoni editori che fanno, anche della contro-informazione, il fulcro del loro lavoro.

Un modus operandi, quello a 5Stelle, di difficile comprensione, che serve forse a ricompattare la squadra grillina col suo popolo, ma che non tiene in considerazione i tanti affluenti di quel fiume che trasportano nell’editoria notizie libere e utili, non assoggettate al potere, e che rischiano di essere schiacciate da una nuova “casta anti-casta” che non coglie che dietro alle parole ci sono vite, famiglie, precarietà.

Il sottosegretario Crimi dal palco del Circo Massimo ha però di nuovo annunciato che i fondi saranno dimezzati nel 2019 e aboliti del tutto nel 2020. Verranno tagliati anche i rimborsi telefonici ai giornali e i giornali all’estero.

Il taglio complessivo per l’editoria ammonterà a “100 milioni in due anni”, ha spiegato Crimi dal palco, enumerando anche altre fonti di finanziamento che saranno tagliate con le norme inserite nella prossima Legge di Bilancio.

“Ci sono – ha detto – i rimborsi per le spese telefoniche che valgono 32 milioni di euro e che prendono tutti i giornali. Dall’anno prossimo li taglieremo”.

Crimi è poi passato al capitolo dei “giornali diffusi all’estero”, che “vale 2 milioni di euro e che a dicembre Gentiloni aveva deciso di aumentare da 2 a 3 milioni e che scenderanno ad un milione dal 2019 e a zero dal 2020”. Non ci saranno tagli, invece, alla “stampa speciale per ipotevedenti e ai contributi per le associazioni dei consumatori”, per i quali la slide dietro al palco indicava fondi annuali rispettivamente per un milione e 500 mila euro

Ma sono provvedimenti in danno alla pluralità e alla libertà dell’informazione che metteranno a rischio posti di lavoro? Lo pensa l’On. Gianni Sammarco, responsabile comunicazione di Forza Italia nel Lazio, che lo spiega in una nota.

Ma sembra ribattergli la senatrice Paola Taverna, intervenuta dal palco puntando il dito contro i media e il ‘racconto’ fatto sul governo del cambiamento. Secondo lei internet “può spazzare via questa carta stampata” che, a detta della vicepresidente del Senato, rema contro il “governo del cambiamento”.

“Ogni giorno ci diranno che non va bene, ma la realtà è davanti a noi, e vedete che quel che stiamo facendo è fatto bene. Ci avevano detto che lo stop ai vitalizi non era possibile e lo abbiamo fatto, che lo stop alla Fornero non era possibile e lo abbiamo fatto, che il reddito di cittadinanza non si poteva fare e lo abbiamo fatto”, rivendica tra gli applausi del pubblico.

Ma fermi tutti. L’eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu chiude il botta e risposta attraverso agenzie con un dubbio: “Il sottosegretario Crimi, fino a questo momento, si è segnalato soprattutto per le sue intollerabili minacce ai giornali e all’Editoria, per i suoi annunci-spot, per aver proposto di azzerare i fondi pubblici elargiti ai quotidiani”. Cioè, non c’è nulla di deciso.

Al di là di tutto, che si tratti di annuncio o che diventi realtà, un appello ai 5stelle: ma lo sapete che tra questi giornali, c’è anche chi sostiene la contro-informazione e fa libera informazione, chi non segue la casta ma cerca la verità? Fate un ricerca dettagliata almeno.

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