Desirée, parla Bruzzone: “Caso molto più diffuso di ciò che si creda”

Interviste

Svolta nel caso della 16enne Desirée Mariottini, la Polizia ha fermato due immigrati irregolari del Senegal sospettati di essere, in concorso con altri, i responsabili dell’omicidio della 16enne di Cisterna di Latina. Stando alle prime indagini la ragazza sarebbe stata prima drogata per essere ridotta in stato d’incoscienza, poi stuprata in gruppo e infine uccisa all’interno di uno stabile occupato abusivamente nel quartiere San Lorenzo di Roma, ritrovo di spacciatori. E’ qui che è stato ritrovato il suo corpo senza vita. E naturalmente divampano le polemiche politiche. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito alla criminologa Roberta Bruzzone.

Che idea si è fatta di questa vicenda alla luce degli sviluppi delle indagini?

Credo che questo caso sia esemplificativo sotto vari aspetti: in primo luogo perché certifica una situazione di assoluto degrado urbano e morale in cui siamo precipitati, in secondo perché rischia di mettere in evidenza il fallimento di un’intera generazione di genitori. Premesso che non conosco nei dettagli il caso specifico, è però evidente come un numero sempre crescente di adolescenti faccia uso di stupefacenti. I numeri da questo punto di vista sono allarmanti, direi spaventosi. Il tasso di crescita degli ultimi cinque anni indica che ci sono ragazzi che vivono nel vuoto assoluto di schemi, regole e valori, e diventano così facili prede di persone spietate che per poche decine di euro gli vendono dosi di progressivo oblio. Questa vicenda è purtroppo l’ennesimo classico esempio di una situazione che abbiamo ormai sotto gli occhi tutti i giorni. Di questa ragazza oggi si parla perché è morta, uccisa in maniera così brutale, ma quanti altri ragazzini in questo momento rischiano di subire la stessa sorte, in altri supermarket dello spaccio a cielo aperto? Luoghi per altro già segnalati, da tutti conosciuti, ma che resistono nel disinteresse generale? Forse si poteva intervenire prima che ci scappasse il morto?”. 

C’è chi vede forti similitudini con l’omicidio di Pamela Mastropietro. Quali analogie legano queste due sfortunate ragazze?

Ora io non conosco nello specifico il caso di Desirée ma leggo dalle cronache che non andava più a scuola e che forse non era la prima volta che si recava in quel luogo. Poi saranno le indagini a chiarire tutti questi aspetti naturalmente. Quindi credo, al di là di Desirée, che si debba partire dal vuoto in cui tanti giovani stanno crescendo e che come detto li rende facili prede. Il caso di Pamela è certamente molto simile, ma più drammatico sotto vari punti di vista”.

Sono stati fermati due immigrati irregolari sospettati in concorso con altri di essere gli autori materiali dei reati di cessione di stupefacenti, stupro di gruppo e omicidio volontario. Si è fatta un’idea del perché, pur sapendo tutti che il quartiere San Lorenzo è una centrale di spaccio, non si è intervenuti per liberare definitivamente quello stabile? Per buonismo, per eccessiva tolleranza, per cosa?

Guardi che il quartiere San Lorenzo è soltanto uno dei tanti supermarket di spaccio, lo sappiamo tutti, inutile che ci nascondiamo dietro un dito. Chi vive a Roma sa perfettamente quali sono le zone dove è facile procurarsi la droga, quindi evitiamo adesso di scandalizzarci. Ciò che avveniva in quel luogo era sotto gli occhi di tutti, lo sapevano perfettamente i residenti del quartiere che avevano anche più volte segnalato lo stato di degrado. Mi chiedo che altro dovrebbe fare un cittadino comune oltre a denunciare certe situazioni. Tuttavia non credo che il problema si risolva soltanto sgomberando, visto che questo stabile, da quanto emerso, in realtà non era occupato, ma veniva usato per lo spaccio. I materassi che erano lì e tutti gli oggetti rinvenuti, scarti di cibo e rifiuti vari, la dicono lunga su ciò che poteva avvenire però al suo interno. Era evidente a tutti che, oltre alla cessione di stupefacenti, vi si potessero svolgere altre attività, compresa l’eventualità di rapporti sessuali in cambio della dose. Quello che ha subito questa ragazza temo sia un qualcosa di molto più diffuso rispetto a ciò che si crede. Lei purtroppo è morta e fa notizia, ma quante altre ragazze sono sopravvissute pur subendo il suo stesso calvario?”.

Superando il caso Desirée. Spaccio di droga e stupri: quanto questi due reati sono collegati fra loro?

Sono collegati a doppio filo perché si tratta di situazioni in cui molto spesso chi non ha denaro sufficiente per comparsi la dose è costretta a subire questo tipo di baratto scambiando il sesso con la droga. Soprattutto se le vittime sono giovani e di bella presenza. Questo avviene spesso in modo consapevole. Nelle minorenni poi c’è  l’aggravante di una forte sottovalutazione dei rischi che si corrono. Io non oserei mai nemmeno avvicinarmi in un luogo come quello di San Lorenzo, pur ritenendomi una persona decisa che nella vita ha visto davvero di tutto”

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