Adinolfi padre per la terza volta: “Vi racconto due miracoli, Joanna e Asia Bibi”

Interviste

Il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi è diventato padre per la terza volta. Stanotte infatti è nata la sua terza figlia, Joanna, proprio mentre arrivava la notizia dell’assoluzione di Asia Bibi in Pakistan. E proprio alla donna cristiana “salvata” dal patibolo dopo otto anni di carcere con l’accusa di blasfemia ed una condanna a morte che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per giorni, settimane, mesi e anni, il giornalista e politico ha voluto dedicare il lieto evento. Noi de Lo Speciale lo abbiamo raggiunto.

Adinolfi, come si sente ad essere padre per la terza volta?

E’ una grande emozione che si rinnova. Ho avuto la prima figlia negli anni novanta, la seconda negli anni duemila e adesso è arrivata la figlia dell’era dei social. L’emozione è quella di vivere un tempo nuovo ma con le stesse responsabilità che sono poi quelle di ogni tempo”.

Dica la verità, sperava in un maschietto?

Sì, speravo nel maschio, dopo due figlie femmine era anche legittimo. Sono felicissimo comunque”.

Sua figlia è nata proprio nelle ore in cui in Pakistan veniva resa pubblica la sentenza di assoluzione di Asia Bibi? Pensa sia di buon auspicio questa contemporaneità di circostanze per sua figlia?

“Sicuramente quelle appena trascorse sono state una nottata e una mattinata, per me senza soluzione di continuità, davvero bellissime. Joanna è nata nella notte e alle cinque del mattino è arrivata la notizia della liberazione di Asia Bibi. Il primo istinto è stato quello di unire questi due avvenimenti e viverli con la stessa gioia insita di speranza. Abbiamo avuto due miracoli, quello della vita nascente e quello di una vita salvata. Dopo oltre 3300 giorni di carcere, è sicuramente un miracolo che una mamna riesca a riabbracciare i suoi figli, non saprei come altro definirlo. Asia Bibi per altro ha la mia stessa età ed è anche per questo che il suo caso mi ha sempre toccato personalmente. Quell’accusa di blasfemia, unita ad una lunga serie di omicidi legati a questa vicenda, hanno fatto respirare una pesante cappa di morte. Oggi finalmente la notizia dell’assoluzione fa respirare nuovamente aria di vita”.

I giudici hanno salvato Asia Bibi nonostante le minacce dei fondamentalisti islamici. Perché lo hanno fatto? Per le pressioni internazionali o per cosa?

Innanzitutto, come noi del Popolo della Famiglia abbiamo sempre sostenuto anche attraverso le inchieste del quotidiano La Croce, perché i fatti processuali hanno dimostrato chiaramente l’insussistenza del reato. Lo stesso giudice che presiedeva la corte, durante gli interrogatori, dimostrava chiaramente con le sue domande quanto fosse dubbioso circa la veridicità delle accuse contro Asia Bibi. Lei non ha mai offeso il profeta Maometto, non ha mai manifestato elementi blasfemi di alcun tipo ma è stata condannata a morte. E’ stata arrestata, allontanata dai cinque figli, reclusa in un carcere pakistano,che non è certo un luogo in cui i diritti dei detenuti sono tutelati, ha subito patimenti di ogni tipo, ha resistito alle continue richieste di abiura della propria fede. Ha sopportato tutto questo con la forza che soltanto un vero cristiano può avere. Oggi il miracolo della liberazione. Poi certo, dobbiamo anche tenere conto che il Pakistan è un Paese che sta cambiando in meglio, dai tempi di Musharraf ad oggi c’è stata una modifica seria della struttura politica, culturale e sociale, anche se ci vorranno ancora anni prima che i cambiamenti possano compiersi. Oggi Asia libera rischia di più la vita di Asia in carcere e per questo dovrà essere al più presto portata via dal Pakistan”.

Tornando alla nascita di Joanna, quanto è bella una vita che sboccia all’interno di una famiglia naturale, dove un padre ed una madre si amano e insieme fanno nascere e crescono i propri figli?

Quando ho visto mia moglie allattare la neonata al seno ho immediatamente scattato una foto e l’ho postata evidenziando che questa è l’origine del mondo. Ideologicamente possiamo raccontarla come vogliamo, ma l’origine del mondo sta tutta in un essere fragile che ha avuto la vita ed è stato partorito da una donna coraggiosa, che per questo ha anche attraversato momenti di dolore. Poi dopo il dolore c’è l’evento straordinario di questo essere fragile che trae forza e nutrimento da chi l’ha messo al mondo. Questo è miracoloso. Ci tengo a ringraziare i medici dell’ospedale Santo Spirito in Sassia che pochi ricordano essere il primo ospedale pubblico della storia. Fu fondato nel ‘300 da papa Bonifacio VIII per il primo giubileo della storia della cristianità. Ben sette secoli dopo quel medioevo, che secondo qualcuno rappresenterebbe un marchio di infamia, c’è ancora chi gratuitamente si prende cura degli ultimi. Abbiamo partorito in mezzo a tante persone in evidente difficoltà economica e questa è una straordinaria bellezza legata solo all’esistenza del sistema sanitario nazionale, un cardine del nostro Paese che erroneamente diamo per scontato. Lo manteniamo invece proprio grazie alla nascita dei figli. Senza più figli l’efficienza e la professionalità degli operatori sanitari, unite alla gratuità delle prestazioni dovremo forse dimenticarle. Sostenere la natalità non è un principio ideologico, ma una necessità volta ad impedire che salti l’intero sistema sociale che rende ancora meraviglioso questo nostro Paese”. 

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