Asia Bibi, Meluzzi: “Salva per le pressioni occidentali. Effetto Trump”

Interviste

La Corte suprema del Pakistan ha annullato la condanna a morte per blasfemia a carico di Asia Bibi, la donna cristiana accusata di aver offeso il profeta Maometto nel corso di una discussione con alcune donne del villaggio in cui abitava. Dopo otto anni di carcere vissuti con la spada di Damocle di una sentenza di morte sulla testa, la Bibi potrà ora tornare libera, anche se probabilmente dovrà lasciare il Pakistan per sfuggire alla furia dei fondamentalisti islamici che hanno minacciato già pesanti ritorsioni. Interviene a Lo Speciale lo psichiatra Alessandro Meluzzi che spiega il significato di questa decisione storica e per certi versi inaspettata. Infatti pochi erano disposti a scommettere che i giudici avrebbero sfidato l’ira dei gruppi integralisti molto potenti ed influenti nel Paese.

Come commenta la notizia dell’avvenuta assoluzione di Asia Bibi da parte della Corte Suprema pakistana?

Penso che sia stato determinante il clima di pressione internazionale creato intorno a questo caso. Non dimentichiamo che il Pakistan è un Paese molto particolare perché, nonostante la forte influenza del radicalismo islamico nella società, ha sempre vantato un’antica tradizione di vicinanza al mondo occidentale. E’ poi un Paese nucleare sottoposto ad una vigilanza particolare, con una forte operatività dei servizi segreti. Al suo interno poi c’è una dialettica politica molto forte, considerando anche la vastità di gruppi che compongono la società pakistana. Quindi una pressione internazionale molto forte, svincolata da esigenze di politically correct come avvenuto in questo caso, ha portato risultati concreti”.

Se l’aspettava questa sentenza o possiamo quasi parlare di un miracolo?

Francamente no, temevo il peggio, ma forse qualcosa sta mutando a livello di dialettica interna, internazionale e geopolitica”.

C’è chi spera che dopo l’assoluzione di Asia Bibi cambi anche la sensibilità politica in Pakistan e si arrivi finalmente ad abolire quel reato di blasfemia spesso usato come arma per eliminare gli avversari politici dei fondamentalisti, specie i cristiani. E’ possibile?

Questo non lo credo possibile, visto che si tratta di un reato specifico che trova origine nel Corano. Una legge civile difficilmente può emendare ciò che è scritto nel sacro libro dell’Islam. Però forse si potrà ottenere un’applicazione meno rigida della legge, non limitandosi alla lettera, ma giudicando in maniera più obiettiva come in questo caso. Non escluderei insomma un’applicazione almeno più morbida, anche in base alle forze politiche che di volta in volta prendono il potere in Pakistan”.

Cosa ne sarà ora di Asia Bibi? E’ scampata alla pena capitale ma non all’odio degli integralisti islamici?

“Penso non abbia altra scelta che lasciare il Paese e trasferirsi in un luogo più sicuro. Almeno fino a quando la situazione non si sarà calmata”.

I giudici hanno preso una decisione sicuramente “impopolare” visto che l’assoluzione della Bibi provocherà  proteste e problemi di ordine pubblico. I gruppi integralisti hanno adirittura minacciato di scatenare l’inferno. Cosa li ha spinti a rischiare tutto questo? Il rispetto della legge o piuttosto ragioni di realpolitik legate appunto alla necessità di assecondare le pressioni internazionali?

Penso che abbiano prevalso le ragioni di ordine internazionale, probabilmente qualcuno al di sopra di loro li ha convinti che mandare Asia Bibi al patibolo avrebbe rappresentato un segnale molto negativo nel rapporto con l’Occidente. Non dimentichiamo che negli Stati Uniti, da quando non governano più i Dem, il clima è profondamente mutato e da parte del presidente Trump c’è una sensibilità decisamente diversa rispetto a certe situazioni. Sono anche cambiate a mio giudizio le strategie della Cia e delle strutture di intelligence e questo ha comportato anche un radicale cambiamento della geopolitica mondiale con una migliore coabitazione fra Trump e Putin a favore di tutti i popoli della terra. Nell’era democratica invece il peggiore Islam è stato lasciato libero di dilagare con tanto di sospetti inerenti possibili contiguità fra la Cia e l’Isis. Nel momento stesso in cui i rapporti di forza a livello internazionale si spostano da un’altra parte, anche il fondamentalismo islamico diventa più debole e perde parte della sua influenza sulla società. Questa la mia personale chiave di lettura”. 

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