Emanuela Orlandi. Sue le ossa ritrovate alla Nunziatura Apostolica?

Politica

Durante «alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura apostolica in Italia, sito in Roma in via Po 27, sono stati rinvenuti alcuni frammenti ossei umani», spiega il comunicato laconico della Santa Sede.

Il Corpo della Gendarmeria, dice la nota, è «prontamente intervenuto sul posto informando i Superiori della Santa Sede che hanno immediatamente avvertito le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione».

Allo stato attuale, spiega il Vaticano, il procuratore capo di Roma, dottor Giuseppe Pignatone, ha delegato la polizia scientifica e la squadra mobile della questura di Roma al fine di «stabilirne l’età, il sesso e la datazione della morte».

La notizia ha avuto l’effetto di uno tsunami. E tutti, esperti, giornalisti, studiosi, inquirenti, sono stati attraversati da un brivido. Da un sospetto terribile. Potrebbero essere i resti di Emanuela Orlandi? Questo ritrovamento, infatti, potrebbe fare chiarezza su uno dei misteri più complessi e dolorosi che le cronache ricordino.

Non solo per la dinamica dei fatti, ma anche per gli intrecci inquietanti della vicenda: le famose sovrapposizioni tra criminalità organizzata (la banda della Magliana), la politica, i servizi deviati e alcuni ambienti vaticani, dato che la famiglia Orlandi era ed è residente presso Città del Vaticano.
Una cosa è certa: la Procura di Roma indaga per omicidio.

Emanuela Orlandi, come noto, figlia quindicenne di un dipendente del Vaticano, sparì nel nulla il 22 giugno del 1983. Da allora sono passati 35 anni di indagini, illazioni, depistaggi che hanno portato a una altalena di speranze e delusioni, ma senza mai una spiegazione plausibile di cosa sia avvenuto.

Allo stato attuale non è ancora certo a che epoca risalgano i resti e se riguardino una sola persona. In passato si sarebbero verificati altri episodi analoghi. Si stanno eseguendo comparazioni, concentrate in particolare sul cranio e sui denti. Le indagini vaticane si svolgono in collaborazione con la magistratura italiana. Il lavoro degli inquirenti punta in particolare a verificare se le ossa possano essere compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi, ma anche di Mirella Gregori, le due minorenni scomparse a Roma nel 1983.

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