Elezioni Usa, Geloni: “Dem vincono se socialisti, non coi soli diritti civili”

Interviste

Elezioni di medio termine in Usa. I Democratici hanno conquistato la maggioranza alla Camera, ma non si può parlare di sconfitta per Donald Trump che ha visto invece aumentare i seggi in Senato a vantaggio dei Repubblicani. L’assalto alla Presidenza dunque è riuscito solo in parte, anche se da oggi il Presidente avrà comunque qualche ostacolo in più sul suo cammino. C’è chi comunque ritiene che il vento inizi a spirare da un’altra parte e che la forte ondata del sovranismo potrebbe iniziare a rallentare. Lo Speciale ne ha parlato con la giornalista e politologa Chiara Geloni, responsabile del sito web di Articolo 1-Mdp.

Trump ha vinto o ha perso alla luce dei risultati delle elezioni di metà mandato?

E’ un risultato molto difficile da interpretare e schematizzare, perché il sistema americano, che noi tendiamo a considerare semplice, è invece molto complesso. Quindi non si può ragionare come se ci si trovasse di fronte a risultati cosiddetti all’italiana, perché negli Usa possono verificarsi situazioni da noi impensabili. Il Partito Democratico senza dubbio può considerarsi vincitore nel momento in cui conquista la maggioranza alla Camera che prima non aveva, ma i Repubblicani a loro volta non possono essere considerati sconfitti essendosi rafforzati nel Senato. Di sicuro Trump, come già accaduto ad Obama, non avrà più la maggioranza nelle due camere, ma non si è certamente verificato quel fenomeno da molti auspicato di un suo rifiuto da parte degli americani. La possibilità che nel 2020 possa ricandidarsi e vincere, oggi è ancora molto alta”.

Un segnale di inversione rispetto all’ondata sovranista degli ultimi tempi in qualche modo c’è stato o no?

E’ presto per fare analisi approfondite. L’idea che mi sono fatta leggendo i giornali e ascoltando il parere degli esperti di questioni americane, è che il risultato positivo dei Dem si sia verificato soprattutto nelle aree urbane, negli ambienti colti di levatura medio-alta, mentre il trumpismo mantiene le sue roccaforti nelle aree rurali, nella cosiddetta America profonda che lo aveva fatto vincere contro tutti i pronostici. Se fosse così c’è sicuramente un segnale di novità e di reazione alla destra sovranista incarnata da Trump, ma non tale da incrinare quel consenso che due anni fa lo ha portato alla vittoria”. 

I risultati delle elezioni americane in qualche modo hanno sempre influenzato l’Europa e l’Occidente. C’è la possibilità che la prevista ondata sovranista possa subire uno stop in vista delle prossime elezioni europee o essere quantomeno contenuta?

Difficile fare paragoni, ma non vedo una così forte inversione di tendenza tale da far pensare che alle prossime europee possa accadere qualcosa di imprevisto. Le tendenze di fondo emerse negli ultimi anni nella politica italiana mi pare restino molto forti”.

I Democratici hanno schierato candidati gay, transgender, musulmani. Diritti civili, ius soli e accoglienza sono dunque le parole d’ordine su cui deve puntare la sinistra anche in Italia o invece rischiano di far perdere altro consenso come avvenuto il 4 marzo?

La sinistra oggi deve soprattutto recuperare il rapporto con la sua missione fondamentale che è quella di reagire alle disuguaglianze, impegnarsi per la giustizia e per i diritti degli ultimi. Non penso tuttavia che il successo dei Democratici in Usa sia stato determinato tutto dai diritti civili. Credo invece che la vittoria di Sanders e di altri candidati che si dichiarano socialisti e che si collocano molto a sinistra rispetto alla politica americana, siano il segnale di uno spostamento dei dem su posizioni più radicali, ma non sui diritti civili quanto su quelli sociali. Questo a mio giudizio è il fenomeno più interessante che da sinistra andrebbe seguito. Dal voto in Usa arriva la conferma del bisogno di una lettura profonda delle contraddizioni della società dopo la crisi, che cerchi di dare risposte concrete al problema delle disuguaglianze e a fenomeni nuovi che questa crisi ha creato. Il messaggio di fondo è quello di una richiesta di aiuto alla sinistra con interventi più radicali in favore della giustizia e del contrasto ad alcuni modelli sociali non più sostenibili, anche con una certa discontinuità rispetto alle ricette fallimentari che la stessa sinistra ha proposto negli ultimi anni”.

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