Morbillo, parla Fusaro: “E’ caccia alle streghe. Che differenza su casi di scabbia”

Interviste

Un’epidemia di morbillo è esplosa a Bari con nove casi complessivi, cinque dei quali già accertati dalle analisi. Secondo quanto riportato dai media, l’epidemia sarebbe stata provocata dalla mancata vaccinazione di una bimba di dieci anni, figlia di genitori anti-vax, che avrebbe contagiato la sorellina e poi successivamente un bimbo ricoverato in ospedale per curare un otite. Ma non c’è niente di certo ancora. Nonostante si tratti di un’ipotesi e nonostante i sanitari abbiano specificato che i vari casi non risulterebbero tutti collegati fra loro, inevitabilmente si è riaccesa la polemica sui vaccini, complice una campagna mediatica che senza alcuna cautela ha esposto questa bambina, in quanto figlia di genitori presumibilmente anti-vax, come la causa scatenante dell’epidemia. Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro.

I media hanno dipinto una presunta bambina figlia di no-vax come una sorta di untrice, diffondendo quello che al momento sembrerebbe soltanto un sospetto. Ma una minore non dovrebbe comunque essere tutelata? 

Si tratta di una situazione che definirei surreale, e che ci riporta ad una sorta di epoca da caccia alle streghe. In questo caso però sembrerebbe essere la scienza, o meglio quella che io definisco la presunta scienza basata su una sorta di nuova religione dello scientismo, a perseguitare i moderni eretici. Oggi ci troviamo paradossalmente di fronte a tanti nuovi Giordano Bruno, puniti non in nome della teologia, ma di una scienza che appare sempre di più teologizzata e legata a dogmi”.

Ma perchè gli stessi media si guardano bene dal collegare per esempio l’aumento dei casi di scabbia alla presenza di migranti, nonostante questa sia ipotizzabile dalle prime visite effettuate al momento degli sbarchi? 

Siamo in presenza di un’indignazione a corrente alternata. In un caso, quello del morbillo, si procede all’allarmismo anche se questo è ingiustificato o infondato, mentre nell’altro caso si cerca di silenziare il tutto. Ovviamente anche in questa vicenda ci si sta muovendo seguendo i flussi del politicamente corretto e le linee guida dettate dai signori del mondialismo. I quali naturalmente hanno interesse a che vengano divulgate delle narrazioni diverse, o addirittura opposte, a seconda delle situazioni a loro più congeniali”.

Si continuano a demonizzare i cosiddetti anti vax comprendendo in questa categoria anche coloro che, pur non essendo contrari ai vaccini, ritengono che imporne dodici sia eccessivo e che sarebbe preferibile un diverso approccio alla questione. Come mai tanto accanimento mediatico?

Nella categoria dei no vax si finisce per includere tutti indistintamente. Non soltanto quelli che sono pregiudizialmente contrari ad ogni forma di vaccinazione, ma anche coloro che legittimamente avanzano dubbi e perplessità sull’effettiva necessità di imporre i vaccini obbligatori, oppure vogliono difendere il diritto alla libera scelta dei genitori. Molti dei quali probabilmente sono anche favorevoli a far vaccinare i figli ma avvertono l’obbligo come un’imposizione inaccettabile calata dall’alto, e una violazione palese del loro diritto di decidere liberamente ciò che è più giusto per i figli. Trovo questo accanimento mediatico, come già detto, una forma di persecuzione, attuata non in nome della religione ma della scienza, di una teologia scientifica invasiva che non ammette dubbi. Ma questo rappresenta il contrario stesso della scienza che di norma procede anche per dubbi, congetture e confutazioni. Qui invece ci troviamo di fronte un dogmatismo che rivela come la scienza stessa rischi di precipitare in una sorta di ideologia teologica”. 

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