Congresso Mondiale Famiglie, Pres. Brandi: “Per un’altra idea di società”

Politica

Si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019  il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families), evento pubblico internazionale che ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società. Ricco e variegato il programma dei lavori e l’elenco dei relatori che hanno già confermato la loro presenza. Si parlerà di riscoperta del matrimonio, di diritti dei bambini violati da aborto ed utero in affitto, di diritti della donna, di crisi demografica, di lotta a divorzio ed altre forme di offesa alla stabilità della famiglia e alla vita umana, di politiche aziendali rivolte alla natalità. Una tre giorni insomma per riscoprire la bellezza della famiglia naturale nei suoi momenti principali, dal matrimonio alla nascita dei figli, fino al progetto di una vita di unione da condividere stabilmente. Noi di Pro Vita abbiamo intervistato il Presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie  a Verona Antonello Brandi.

Perché è importante organizzare il World Congress Of Families in Italia?

 «Perché il nostro Paese deve tornare a credere e ad investire sulle famiglie. Gli ultimi dati Istat diffusi nell’ambito del rapporto sulla natalità sono purtroppo drammatici. Nel 2017 sono nati 15mila bambini in meno rispetto al 2016, e negli ultimi tre anni il crollo è stato ancora più vistoso con 45mila nascite in meno dal 2014 al 2017. A questa situazione è necessario porre rimedio al più presto. Negli ultimi anni purtroppo, sono mancate politiche in grado di incentivare la natalità. Si è preferito dare priorità ad interventi che, anziché rilanciare il ruolo della famiglia, hanno prodotto l’esatto contrario, quello cioè di favorire il suo rapido sgretolamento, preoccupandosi di riconoscere diritti alle coppie Lgbt e lasciando invece senza risposte i tanti giovani desiderosi di mettere su famiglia e fare figli. Al punto che oggi la natalità paradossalmente non è più considerata una risorsa ma un grande problema da rimuovere. Questo anche perché i giovani non credono più nel futuro. A questi giovani lo Stato non ha dato risposte».

Dottor Antonello Brandi, perché Verona?

«Verona è una città simbolo da questo punto di vista. E’ una città da sempre “amica della vita”, concetto questo ribadito anche in tempi recenti con l’approvazione da parte del Consiglio comunale di una mozione, che ha impegnato la Giunta comunale a predisporre finanziamenti in favore delle associazioni pro vita che combattono l’aborto. L’aborto è sempre una scelta tragica, sia per il bimbo che non vede la luce, ma anche per la mamma che ha spento dentro di sé la speranza di una nuova vita. Verona possiamo considerarla a tutti gli effetti “la capitale d’Italia delle famiglie” ancora di più dopo che a Roma, un’analoga mozione per la Vita presentata da Fratelli d’Italia è stata invece respinta dalla maggioranza pentastellata. Quella stessa maggioranza che sostiene un sindaco, Virginia Raggi, che sistematicamente impedisce la libera espressione di chi la pensa diversamente sui temi etici, come dimostra la rimozione dei manifesti di Pro Vita contro l’aborto e l’utero in affitto. E’ importante per noi la partecipazione del sindaco di Verona Federico Sboarina e del Governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre molto sensibili e attenti al tema della famiglia. Così come è fondamentale la presenza di Massimo Gandolfini del Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” e coordinatore del Family Day».

Parliamo dei relatori. Tante le personalità che interverranno. Ci sarà anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«Le sua presenza è di grande rilevanza perché, prima che del vicepremier, si tratta del segretario di un partito, la Lega, che ha promesso di porre la difesa della famiglia naturale al centro della propria agenda politica. Lo dimostra per altro l’istituzione di un ministero ad hoc sulla Famiglia che non è affatto, come spesso accaduto in passato, una scatola vuota. Gli interventi messi in campo dal Ministro Lorenzo Fontana nella legge di Bilancio ne sono la prova».

Anche Fontana interverrà alla tre giorni.

«Certamente. Fontana sta dimostrando con i fatti la volontà di voler invertire la tendenza in atto in Italia, restituendo centralità alla famiglia naturale quale nucleo fondante della società. Ogni politica di sviluppo non può quindi prescindere dalla famiglia, dalla sua crescita, dalla sua difesa. E nel contempo ha anche dimostrato di voler investire sui figli per garantire la sopravvivenza stessa della società. E’ questa ottica ad ispirare gli interventi contenuti nel “Pacchetto Famiglia”  previsti nella Legge Finanziaria e rivolti a favorire lo sviluppo della natalità. Ci sono poi tanti buoni esempi in Italia di imprese che hanno deciso di premiare le dipendenti che vogliono investire sulla famiglia mettendo al mondo dei figli, trasformando la maternità in un vantaggio come Chicco, Ferrero, Melli, Eurointerim e …… Buone pratiche che è bene promuovere».

Molte anche le personalità straniere, fra cui due rappresentanti del governo ungherese: Katalin Novak segretario di stato e ministro della Famiglia e il suo vice Atilla Beneda. Perché l’Ungheria è così importante?

«Perché è un Paese modello in Europa in fatto di natalità. In questi ultimi anni il governo di Viktor Orban ha fatto ricorso a massicce iniezioni vitali che hanno valorizzato la famiglia e favorito l’incremento demografico. Dal 2014 in poi in Ungheria si è registrato  così un aumento delle nascite. Orban ha fatto un qualcosa di rivoluzionario, ha in pratica invertito la tendenza per ciò che riguarda le politiche sul matrimonio. Mentre in Italia si è lavorato per rendere più facili e brevi i divorzi e favorire così la divisione delle famiglie, a Budapest nel 2015 il governo ha previsto una deduzione fiscale come incentivo a sposarsi. Non solo, è stata anche prevista una clausola vincolante, ossia che la coppia non abbia altri matrimoni alle spalle. Vi immaginate voi una cosa simile proposta in Italia?».

E il presidente moldavo Igor Dodon?

«La Moldavia è inclusa fra i primi dieci Paesi che entro il 2050 subiranno il maggior calo demografico, insieme alla Polonia che interverrà tramite l’ambasciatore in Italia Konrad Glebockied altri rappresentanti del Governo Polacco. Due paesi che vedono calare vistosamente, anno dopo anno, il numero dei nato con il rischio di arrivare entro il 2050 a natalità zero».

Dall’Uganda arriva Lucy Akello ministro ombra per lo Sviluppo sociale e dalla Siria S.E. Ignazio Giuseppe III Patriarca della Chiesa cattolica siriana. Cosa rappresentano?

«Akello è una militante da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani in un Paese lacerato da conflitti sanguinosi che hanno generato violenze di ogni tipo soprattutto nei confronti delle donne spesso vittime di stupri e altre atrocità. Si è inoltre battuta per i diritti dei bambini ed è da sempre molto sensibile ai temi della vita e alla lotta all’aborto. Il patriarca cattolico siriano invece arriverà da un altro teatro drammatico, quello medio-orientale e da un Paese, la Siria, dove purtroppo l’informazione spesso riporta fatti e circostanze non conformi alla realtà. Una persona che ha visto da vicino gli orrori dell’odio».

Infine,  ma non per importanza,  Brian S. Brown, Presidente dell’Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF)?

«Il padrone di casa, colui che da tredici anni organizza l’annuale congresso delle famiglie in ogni parte del mondo chiamando a raccolta leader politici, capi di Stato e di governo, autorità religiose ecc. Grazie a lui e alla rete dello IOF possiamo affermare con orgoglio che nel mondo esiste ancora un’altra idea di società, fondata sui valori della tradizione e indisponibile ad adeguarsi alla logica del pensiero unico liberista, libertario e globalista che vorrebbe annullare ogni regola di ordine etico e naturale”.

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