Uccide ladro, Crepet: “Aver paura di chi paragona quattro gomme a una vita”

Interviste

Divampa la polemica sulla legittima difesa dopo quanto avvenuto ad Arezzo dove un imprenditore ha sparato al ladro che era entrato nel suo capannone per rubare e lo ha ucciso. Ora si trova indagato per eccesso di legittima difesa. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che presto sarà varata la legge sulla legittima difesa con l’obiettivo di impedire che chi ferisce o uccide un malvivente all’interno di una proprietà privata debba subire processi per essersi difeso. L’uomo indagato, che vende pneumatici e biciclette, è sconvolto per quanto avvenuto. Quali rischi corre ora dal punto di vista psicologico? Lo abbiamo chiesto allo psichiatra Paolo Crepet.

I  legali dell’imprenditore che ha sparato e ucciso il ladro lo descrivono sconvolto. Quanto avvenuto provocherà in lui danni psicologici?

“Certo che ci saranno conseguenze dal punto di vista psicologico perché per tutta la vita questo signore ricorderà quel momento e soprattutto il fatto di aver ucciso una persona. Tutte le battute facili che sento fare in queste ore sono infatti fuori luogo, di fronte al dramma di una persona che ha provocato la morte di un ragazzo che ha visto spirare sotto i suoi occhi”.

Però questo signore aveva subito 38 furti. Anche la sensazione di sentirsi sempre minacciato non ha inciso dal punto di vista psicologico?

“Mi scusi, ma io non posso pensare che quattro gomme rubate valgano più di una vita umana. So che il mio pensiero non sarà applaudito, ma io non riesco proprio ad adeguarmi a questa logica assurda. Io resto convinto che una vita umana sia sacra a prescindere, anche quella di un ladro. Chi arriva a pensare il contrario mi fa paura e lo dico con serietà. Arriveremo prima o poi ad uccidere pure per uno specchietto retrovisore”. 

C’è da capire però chi dopo 38 furti arriva a compiere un gesto così estremo? Si può forse condannare?

“Se ha subito trentotto rapine evidentemente siamo di fronte all’impotenza dello Stato. Quando uno è costretto a dormire vicino alle sue gomme per evitare i furti, vuol dire che lo Stato non c’è. Stiamo parlando della Provincia di Arezzo, non del deserto. Posso capire che si possa subire un furto una volta o due, ma se la cosa si ripete trentotto volte allora forse c’è qualche problema. Perché prima di dormire nel capannone e munirsi di una pistola, non si pensa di installare delle telecamere che costano due lire da mettere in collegamento diretto con le centrali di Polizia? Prima di uccidere una persona e ritenere che l’unica soluzione sia quella, non sarebbe logico pensare a prevenire i furti o le rapine? E’ stato fatto? Ci doveva pensare lo Stato a proteggere questo cittadino. Salvini tolga i soldi da quota 100 e li investa sulla sicurezza, magari incentivando a scopo preventivo e protettivo l’utilizzo dei  sofisticati strumenti della tecnologia. Se lo farà lo voterò”.

Ma c’è o no uno stress psicologico dopo tanti furti subiti?

“Certo che c’è, e non sto mettendo in discussione questo punto. Il rischio che questo imprenditore arrivasse a sparare al ladro per disperazione ci stava tutto e lo Stato avrebbe dovuto impedire che si arrivasse a questo. Oggi non si può applaudire il gommista che ha accoppato il ladro, quando non si è stati capaci di garantirgli protezione e sicurezza. Una legge sulla legittima difesa c’è già. Miglioriamola pure, ma io non posso accettare il principio che se uno mi entra in casa io debba avere il diritto di farlo secco. Vogliamo diventare come l’America dove governa la lobby delle armi? E’ questo il nostro modello di riferimento”. 

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