Uccide ladro, Meluzzi: “Far west c’è già, ma con banditi armati e sceriffi indifesi”

Interviste

Ha sorpreso i ladri che erano entrati sfondando un vetro all’interno della sua azienda, e ha sparato. Un imprenditore di Arezzo è ora indagato per eccesso di legittima difesa per aver ucciso uno dei ladri di origine moldava. L’uomo, titolare di una fabbrica di biciclette e pneumatici, aveva scelto di dormire all’interno del capannone dopo aver subito sembra ben 38 furti. Naturalmente il caso ha subito riaperto il dibattito sulla legittima difesa, con il Ministro Matteo Salvini che ha annunciato l’approvazione della legge cara alla Lega , volta a riconoscere il diritto di ogni cittadino di difendersi in casa propria, auspicabilmente nei primi mesi del 2019. E’ intervenuto a Lo Speciale lo psichiatra forense, criminologo e scrittore Alessandro Meluzzi. 

Un altro tentativo di furto finito in tragedia, un altro cittadino che spara al ladro e finisce sotto inchiesta per eccesso di legittima difesa. Cosa fare?

Questa vicenda dimostra per l’ennesima volta l’urgenza di una legge, giusta ed equa, sulla legittima difesa. Il fatto che quest’uomo venga oggi indagato dopo aver subito più di trenta furti in azienda, dimostra che il quadro normativo è totalmente inadeguato e finisce per creare quella situazione paradossale nella quale sembra più garantito il ladro che mette a rischio l’incolumità e la sicurezza delle persone perbene, piuttosto che il cittadino onesto che si difende. Non è vero che la legge c’è già, non è vero che c’è il giusto riconoscimento fra la proporzionalità della difesa rispetto all’offesa. E’ vero invece che, in base alle leggi vigenti, la vittima continua a finire sotto processo, e come sosteneva il grande giurista liberale e cattolico Costantino Mortati il processo penale è già di per sé una pena. Quindi andrebbe evitato il processo ai giusti che si difendono in casa propria”.

Salvini ha annunciato che la nuova legge sulla legittima difesa vedrà presto la luce. Ma come risponde a chi dice che in questo modo si rischia il far west?

Il far west c’è tuttora, con la differenza che i banditi sono armati e gli sceriffi non si possono difendere. Direi che assistiamo ad un far west unilaterale. E non dimentichiamo che è impossibile avere un poliziotto fisso a protezione di ogni abitazione”.

L’Associazione nazionale Magistrati insiste nel dire che non si può esautorare la magistratura dal dovere di svolgere comunque indagini sui casi di legittima difesa e che sarebbe anticostituzionale riconoscere un’impunità assoluta a chi in casa propria spara e uccide un ladro. E’ davvero così?

Non sta scritto da nessuna parte che è obbligatorio avviare un’azione penale. Il fatto che questo imprenditore sia stato indagato dipende, a mio giudizio, da una libera scelta del magistrato che poteva benissimo svolgere i dovuti accertamenti senza necessariamente aprire un fascicolo contro chi si è difeso. La magistratura può svolgere tutte le indagini che vuole, ma senza far sentire delinquente chi ha esercitato un suo legittimo diritto, quello cioè di difendere se stesso e i suoi beni”.

Questo imprenditore, a sentire i suoi legali, sarebbe sconvolto dall’accaduto. Che stato d’animo si prova in genere in certi casi, dopo aver comunque ucciso, seppur involontariamente e per legittima difesa, un essere umano?

Certo, lo choc psicologico c’è sempre, ma penso che sia molto peggiore quello di chi si sente impotente di fronte a bande di delinquenti che ti entrano in casa, violentano te e i tuoi cari, ti torturano come avvenuto in molti casi per farsi dire dove nascondi la cassaforte. Il fatto di poter agire per difendere se stessi e la propria famiglia lascia sicuramente conseguenze psicologiche, ma certamente inferiori rispetto a quelle che possono essere provocate da violenze e sevizie cui si può essere sottoposti”.

La vicenda di Arezzo dimostra comunque il fallimento dello Stato nel momento in cui un cittadino, dopo aver subito innumerevoli furti, arriva a difendersi da solo, dormendo nel capannone in cui lavora, armandosi e sparando ai rapinatori?

Questa è retorica. Come può uno Stato garantire una piena militarizzazione del territorio? Se importiamo in Italia milioni di sbandati che non lavorano, poi non possiamo scandalizzarci o accusare lo Stato se per sopravvivere vanno a rubare. Questa è ipocrisia pura. Cosa dovrebbe fare lo Stato? Mettere un autoblindo della Polizia in ogni angolo di strada? Se fallimento c’è stato non è dello Stato, ma di chi in virtù di una logica buonista e politicamente corretta, ha favorito questo ingresso massiccio di sbandati senza arte, né parte. In qualsiasi Paese del mondo sarebbe materialmente impossibile impiegare militari davanti ad ogni condominio o ad ogni magazzino, e se devo essere sincero non auspico nemmeno questa militarizzazione delle città. La difesa è un diritto naturale preesistente agli stati sovrani e al diritto positivo. Lo Stato fa quello che può con le risorse che ha a disposizione, ma poi preso atto di questi limiti, la legge non può trasformare in carnefice chi esercita il naturale diritto all’autodifesa”. 

E’ giusto dire che il ladro che entra in una casa per rubare e resta ucciso, comunque non va considerata una vittima avendo scelto di mettere lui stesso in pericolo la propria vita?

“Chi entra in una casa per fare una rapina accetta il rischio, così come qualunque persona che corra a 220 all’ora su un’autostrada. E’ evidente che deve mettere in conto anche la possibilità di essere ucciso. Negli Stati Uniti ci sono molti reati ma sono pochi i furti in appartamento proprio perché il ladro sa che potrebbe essere accolto con una scarica di proiettili. Questo costituisce quindi un forte deterrente. Come può costituire un deterennte il ritiro della patente per eccesso di velocità. E se accetto il principio che chi trasgredisce il codice della strada può vedersi ritirata la patente perché mette a repentaglio la sicurezza di tutti, allo stesso modo devo accettare che una persona possa arrivare ad uccidermi se introducendomi illegalmente nella propria casa metto in pericolo la sua vita”. 

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