Spray urticante in discoteca, Bruzzone: “Insieme di responsabilità. Pene più severe a minori”

Interviste

Spray urticante al peperoncino spruzzato in una scuola di Pavia, una cinquantina di studenti sono rimasti intossicati. Secondo una prima ricostruzione, un ragazzo avrebbe spruzzato lo spray negli spogliatoi della palestra dell’Istituto scatenando il panico. Gli studenti che si trovavano nelle vicinanze degli spogliatoi hanno iniziato a urlare e a scappare e nel caos qualcuno è rimasto ferito. La vicenda arriva ad appena due giorni dalla tragedia della discoteca di Corinaldo dove si doveva tenere il concerto di Sfera Ebbasta e dove sono morte sei persone, cinque adolescenti e una mamma di 39 anni. Anche qui il fuggi fuggi dal locale sarebbe stato provocato dall’utilizzo di spray al peperoncino da parte di un ragazzino che pare volesse rubare degli oggetti. E c’è chi ora chiede di vietarne la vendita e l’utilizzo. Ma è altrettanto vero che lo spray urticante si è spesso rivelato molto utile alle donne per sfuggire a soggetti che tentavano di aggredirle. Le forze dell’ordine anzi ne hanno più volte consigliato il possesso a scopo difensivo. Cosa fare quindi? Lo Speciale lo ha chiesto alla criminologa Roberta Bruzzone. 

Lo spray al peperoncino è finito sul banco degli imputati e c’è chi ora ne vorrebbe vietare la vendita e il possesso. Da tempo viene utilizzato nei locali affollati proprio dalle baby gang per seminare il panico e poter rubare facilmente. Allo stesso tempo è però considerato anche un prezioso strumento di difesa. Quindi cosa fare?

“Purtroppo in queste situazioni non è in discussione lo strumento in sé ma l’uso che se ne fa. Penso che una maggiore regolamentazione sarebbe necessaria. Mi domando in primo luogo come sia possibile che i minori possano averne accesso. E’ questo l’aspetto che ritengo più pericoloso. Sono strumenti paragonabili a vere e proprie armi, e come tali possono essere utilizzati sia a scopo difensivo che illecito. Il problema è che fra i giovanissimi viene sfruttato principalmente come arma di offesa, proprio con l’intento di intimorire a scopo di rapina. Evidentemente ci sono delle regole da rivedere e da correggere”.

Quanto avvenuto nella scuola di Pavia pensa sia il frutto di un tentativo di emulazione post tragedia di Corinaldo?

C’è sicuramente un aspetto emulativo molto preoccupante, perché significa che chi ha spruzzato lo spray urticante nella palestra non ha compreso la gravità della tragedia nella discoteca di Corinaldo, anche se qui ci sono delle indagini in corso e degli aspetti ancora da chiarire. La pista maggiormente accredita però è legata all’utilizzo all’interno del locale di questo stesso tipo di sostanza. Se a distanza di due giorni qualche imbecille ha sentito il bisogno di imitare quanto avvenuto durante quel concerto, penso che tutti dovremmo domandarci che tipo di soggetti sono stati allevati all’interno delle nostre famiglie. Se fossi nei genitori dei minori che hanno spruzzato lo spray nella scuola di Pavia, qualche domanda sull’efficacia del proprio progetto educativo penso me la porrei seriamente”.

C’è chi ritiene che le pene per i minori che delinquono siano troppo blande. Condivide?

“Date le circostanze e i tanti casi che abbiamo visto negli ultimi vent’anni, ritengo che un inasprimento delle pene per i minori che commettono reati di una certa gravità non sia più derogabile. Credo che al più presto vada rivisitato il codice penale per i minorenni e che sia arrivato il momento di abbassare l’età della piena imputabilità dai diciotto ai sedici anni. I ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta, quelli per intenderci di due o tre generazioni fa. Oggi il mondo è cambiato, purtroppo in peggio, anche per loro”.

Che idea si è fatta di quanto avvenuto a Corinaldo? E soprattutto, è giusto mettere sotto accusa i genitori che permettono a figli di undici anni di seguire dei modelli discutibili, offrendosi loro stessi di accompagnarli ai concerti quasi incapaci di saper dire dei No? 

Guardi, qui è necessario andare oltre il discorso legato ai gusti musicali, perché nel momento in cui viene autorizzata l’attività di un locale ad ospitare determinanti eventi, questi devono essere gestiti in maniera sicura indipendentemente dai contenuti, condivisibili o meno, che vengono erogati nel corso della serata. Chiunque organizza dei concerti, ancora di più se sa già di avere un’altissima partecipazione di minori, deve appurare che siano garantite tutte le necessarie misure di sicurezza. In tutta questa storia quindi le responsabilità dei genitori mi pare passino in secondo piano, anche se io sono la prima a giudicare discutibili certi contenuti musicali. A Corinaldo c’è sicuramente una filiera di responsabilità, che partono dalla persona che avrebbe spruzzato materialmente lo spray urticante seminando il panico ma anche dal funzionamento della sicurezza. E’ necessario stabilire se effettivamente il numero delle persone presenti nel locale era di gran lunga superiore alla capienza massima consentita. Serviranno controlli penali e amministrativi. In tragedie come questa ci sono sempre un insieme di responsabilità destinate a sovrapporsi”. 

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