Attentato Strasburgo, l’esperto Margelletti: “Impossibile prevenirlo, vi spiego perché”

Interviste

L’attentato di ieri a Strasburgo ai Mercatini di Natale poteva essere evitato? Il presunto attentatore pare fosse noto alle forze dell’ordine e considerato pericoloso, eppure ha potuto agire indisturbato. I servizi di intelligence hanno fallito? E quanto sono realmente attendibili certe teorie complottistiche sul web che vedono dietro l’attentato la longa manus dei servizi segreti francesi, per spostare l’attenzione dai gravi problemi che sta vivendo in questo momento il presidente Macron? Di tutto questo abbiamo parlato con un esperto di scenari geopolitici, ovvero il presidente del Centro Studi Internazionali Andrea Margelletti, già consigliere strategico del Ministero della Difesa.

Cosa è accaduto a Strasburgo? C’è stato un abbassamento del livello di guardia e una sottovalutazione del rischio?

“Non c’è stato mai un abbassamento del livello di guardia. Forse la stampa si dimentica del terrorismo e anche la gente che non sente più parlare di attentati per un certo periodo, ma chi lavora sul fronte della sicurezza non si dimentica affatto dei rischi che si corrono. Il problema è che ci troviamo di fronte a numeri impressionanti e dovremmo avere l’onestà di dire che sono molti di più gli attentati sventati che quelli compiuti. Il sistema di sicurezza quindi funziona a dovere, anche se non è possibile che ciò possa avvenire al 100%. La perfezione non è di questo mondo”.

Però ancora una volta ci troviamo di fronte ad un soggetto schedato come pericoloso. Quindi? Come ha potuto agire indisturbato? Non c’era modo di fermarlo in tempo?

“Tutti questi soggetti sono conosciuti, ma è materialmente impossibile seguirli uno ad uno. Ed è impensabile poter prevenire una modalità d’azione simile così repentina. Prenda ad esempio l’attentato di Westminster del 22 marzo del 2017, quando il terrorista investì con l’auto le persone che passeggiavano sul ponte e andò poi ad accoltellare il poliziotto davanti al Parlamento. Mettiamo il caso per assurdo che questo signore fosse seguito da cinquanta poliziotti. Guidare un’auto non è reato e non lo si può fermare per questo. Lo si può semmai seguire per vedere dove va.  Ma come pensa sia possibile bloccare preventivamente una persona al volante di un’auto che improvvisamente accelera, investe delle persone, scende dalla macchina, accoltella un poliziotto e prova ad entrare nella sede del parlamento britannico dove un altro poliziotto lo uccide? Il tutto in un tempo massimo di 85 secondi. Capisce bene che il mondo reale non è Hollywood”.

L’attentatore è stato definito “ibrido” trattandosi di un criminale comune già arrestato per vari reati che si è poi radicalizzato. Quindi non un terrorista integrale. Ha senso una simile definizione? E come ci si può difendere da certi soggetti?

Quasi tutti sono così. Se lei va a guardare i profili di tutti gli attentatori che hanno agito negli ultimi anni in Europa scoprirà che, oltre ad essere europei, avevano altri reati alle spalle, dallo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di droga finendo con le rapine. Una volta in carcere però si sono radicalizzati. Quindi mi sembra che siamo in presenza di un fenomeno assolutamente normale”.

La scelta di Strasburgo è legata unicamente alla presenza dei Mercatini di Natale o si è voluto colpire una delle capitali dell’Unione Europea?

Non si può definire la scelta su un unico livello. Ci sono i Mercatini, c’è il Parlamento europeo, c’è la plenaria del Parlamento Ue, c’è un governo francese in crisi e quindi il desiderio di metterlo in ulteriore imbarazzo. Sono tante le valutazioni da fare”.

C’è chi vede dietro l’attentato una mossa dei servizi segreti, per sviare l’attenzione dalla crisi sociale che la Francia sta vivendo con la protesta dei gilet gialli e riunire il popolo intorno alla necessità di fronteggiare la minaccia terroristica. Ci può essere anche questo?

“Lasciamo girare certe teorie complottiste. Non ho tempo per chi ha il tempo di vivere di fantasia. Certe teorie sono mosse da persone che hanno bisogno di guadagnare un po’ di visibilità. Io preferisco restare con i piedi saldamente a terra”.

Il Natale si avvicina. Anche noi in Italia dobbiamo ricominciare ad avere paura considerando la rilevanza religiosa di Roma come capitale della Chiesa cattolica?

“La gente non deve vivere con la paura, pur essendo consapevole di vivere anni difficili. E’ necessario però lasciar lavorare tranquillamente chi è preposto a prevenire e contrastare il pericolo terrorista e garantire la pubblica sicurezza. Dobbiamo abituarci ad avere fiducia in chi è incaricato di proteggerci. Perché, come detto, l’apparato è efficiente, nonostante il rischio zero purtroppo non esista per nessuno”.

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