Regionali, parla il candidato Marsilio (FdI): “Il centrodestra modello Abruzzo”

Interviste

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Il centrodestra unito ha scelto il candidato governatore in Abruzzo dove il prossimo 10 febbraio si terranno le elezioni regionali. Si tratta di Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia, con un passato di dirigente di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale nella Capitale. Consigliere comunale a Roma dal 1997 al 2008 è stato capogruppo di An, membro delle Commissioni Cultura, Urbanistica e della Commissione speciale per Roma Capitale. Nel 2008 è stato eletto deputato con il Popolo della Libertà e alle politiche del 4 marzo dell’anno scorso senatore del partito di Giorgia Meloni di cui è anche coordinatore nel Lazio. E’ il primo firmatario della proposta di legge per l’introduzione dell’obbligo delle primarie nella selezione dei candidati alle elezioni. La candidatura in Abruzzo è legata alle origini della sua famiglia, quindi non si tratta affatto di un candidato estraneo al territorio come si è tentato di far credere. Lo Speciale lo ha intervistato.

Marsilio, da dove nasce la sua candidatura?

“E’ stata proposta da Fratelli d’Italia, il mio partito, ed è stata condivisa da tutto il centrodestra e dal territorio. L’Abruzzo è una regione che per troppo tempo è rimasta ai margini delle scelte politiche, sociali ed economiche nazionali. Una marginalità che sta purtroppo pagando a caro prezzo, con una desertificazione industriale, uno spopolamento spaventoso e con difficoltà economiche sempre più crescenti. Dobbiamo cambiare questa politica, offrendo all’Abruzzo un destino diverso fatto di crescita e di sviluppo. La mia esperienza di parlamentare di origini abruzzesi può fare la differenza. Questa candidatura rappresenta il ritorno alla mia terra e vuole essere il simbolo concreto di un territorio in cerca di riscossa, che non vuole più mettere i propri figli in condizione di emigrare”.

Quali sono le priorità su cui intende investire la propria azione di governo se sarà eletto?

“Intendo investire molto sul rilancio delle infrastrutture, sia materiali che immateriali. Qui ci sono ferrovie, autostrade, porti ed aeroporti che sono fermi ad un secolo fa. Poi c’è un territorio da ricostruire che porta ancora le ferite del terremoto. Ci sono condizioni gravissime che persistono tuttora a distanza di molto tempo, soprattutto nella provincia di Teramo dove la ricostruzione è praticamente ferma. E’ necessario farla decollare definitivamente investendo i fondi a disposizione per far ripartire l’economia e restituire speranza alle famiglie colpite da questa tragedia”.

Tornando alle infrastrutture, quanto è drammatico il gap che separa l’Abruzzo dal resto d’talia?

“Le autostrade necessitano di una messa in sicurezza e c’è da risolvere il problema del costo enorme dei pedaggi. Va poi realizzata una ferrovia efficiente che possa consentire di raggiungere in tempi ragionevoli le principali destinazioni, perché non è possibile che con il treno si debbano impiegare quattro ore e mezza per spostarsi da Roma a Pescara. Questo è uno scandalo che deve finire. Le infrastrutture vanno ammodernate perché per troppi anni l’Abruzzo è rimasto indietro anche a causa delle difficoltà legate ad un sistema viario e ferroviario non al passo con i tempi”.

Parlava prima del problema dell’occupazione, con i giovani costretti ad emigrare. Come pensa di invertire la tendenza?

Il lavoro si può creare soltanto se si rilancia l’economia del territorio. Questa è da sempre una terra di industrie e turismo, sono questi i capisaldi dello sviluppo. Incredibilmente per anni non si è potenziato né l’uno, né l’altro settore. Io mi impegno a rilanciare sia il comparto industriale che quello turistico per creare terreno fertile alla creazione di nuovi posti di lavoro. Non servono ricette magiche, basta sfruttare le potenzialità offerte dal territorio. Non c’è nulla da inventare, c’è soltanto una macchina ferma da rimettere in moto”. 

Teme di più la competizione con il Movimento 5Stelle o con il Pd e la sinistra?

“Francamente non temo nessuno, faccio politica da anni e ho accettato questa sfida con grande ottimismo e serenità. Allo stesso tempo non abbasserò la guardia rispetto a nessuno dei miei avversari, perché sono consapevole che le sfide si vincono giocandole fino in fondo e conquistando il consenso dei cittadini passo dopo passo. Avere il centrodestra unito intorno la mia candidatura. avere il sostegno di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, e di tutti i dirigenti della coalizione nelle varie componenti, è sicuramente importante e significativo, e anche questo mi sprona a guardare a queste elezioni con la massima fiducia”.

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