100 anni dai liberi e forti di Don Sturzo. Il popolarismo, Adinolfi e la Chiesa oggi

Politica

Nasce il popolarismo 2.0? E da cosa? Indimenticabile l’appello ai Liberi e Forti di don Luigi Sturzo, anche se sono passati 100 anni: “Intendiamo rappresentare sul nostro territorio, in Italia, e anche alle prossime elezioni europee la fiammella ancora accesa del popolarismo sturziano, dei cristiani impegnati in politica con un proprio soggetto politico autonomo”.

Popolarismo oggi

Il Popolo della Famiglia vuole raccogliere la sua eredità. Ma per raccoglierla Giovanni Marcotullio, caporedattore de La Croce Quotidiano il quotidiano del fondatore del Pdf, ha detto chiaramente durante l’Assemblea Nazionale del Pdf, che occorre la firma “dal notaio”… ossia le firme, in questo caso, per presentarsi alle Europee, per sostenere la proposta del reddito di maternità e quant’altro serva all’obiettivo di presentarsi come forza politica incisiva, centrale ma non centrista, anti-populista ma non anti-popolare. Insomma la politica si fa coi numeri.

Assemblea Nazionale Popolo della Famiglia

Proprio ieri 20 gennaio, il presidente nazionale Mario Adinolfi si è presentato all’Assemblea Nazionale con un obiettivo: “Siamo il Popolo della Famiglia, nel 2019 movimento erede di chi nel 1919 si oppose al massimalismo delle sinistre così come al populismo fascista. La lezione di Sturzo resta ancora viva e c’è ancora spazio per un protagonismo dei cristiani in politica, ma solo se organizzati in un proprio soggetto politico autonomo e non invece condannati all’irrilevanza con sterili, singole presenze in partiti non interessati a difendere i principi su cui non si negozia perché sono essenziali, a partire dalla vita e dalla famiglia”.

Il partito di Mario Adinolfi

Sul tavolo di Adinolfi c’è la partecipazione alle Europee 2019, traguardo ambizioso e che mira a dare rappresentanza politica alle famiglie. Ce la farà? Sicuramente si parla di lui nei retroscena politici che impazzano in questi giorni . C’è un tale Enrico Letta che secondo molti con “Insieme” starebbe preparando un ritorno della Dc in salsa moderna. E ci sono i vescovi, che non amano Matteo Salvini, troppo anti-immigrazione, e che guarderebbero secondo Dagospia anche al partito dell’ex dem con una certa attenzione.

I dati di un partito cattolico

Ed ecco i dati riportati dal sito di D’agostino: “Far di conto significa partire dalla elezioni del 4 marzo, quelle della debacle cattolica: per la prima volta nessun gruppo parlamentare ha un retroterra esplicitamente figlio del popolarismo. Alle elezioni il “cattolicesimo politico organizzato” si è presentato diviso in quattro spezzoni: nel centrodestra i ciellini di Maurizio Lupi con Noi con l’Italia e si sono fermati a 427.000 voti; nel centrosinistra i prodiani di Insieme sono arrivati a 190.000 voti e i popolari della Civica Popolare a 178.000 voti; fuori dai poli il Popolo della Famiglia, figlio dei due Family Day, ha fatto meglio ottenendo 220.000 voti”. Indovinate complessivamente questi quattro spezzoni quando hanno ottenuto? Il 3.3%. quanto basta per fare l’ago della bilancia.

Chi vivrà vedrà. La politica, si sa, non è mai immobile.

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