Cara di Castelnuovo, le vere frasi di papa Francesco e la svista del Corriere della Sera

Politica

Perché Gian Guido Vecchi, inviato del Corriere della Sera, che ha seguito papa Francesco in occasione delle Gmg a Panama, ha omesso una frase così importante? Ragioni di spazio, poca comprensione del concetto espresso dal Pontefice, o mera manipolazione ideologica?

Vediamo di che si tratta. Di fronte alla domanda rivolta in volo da qualche suo collega (“Santità, cosa prova davanti alla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto?”), questa la risposta riportata da Vecchi: “Ho sentito voci, ma ero immerso nel viaggio, non conosco con precisione. Il problema dei migranti è complesso e se ne deve parlare con precisione. Richiede memoria, domandarsi se la mia patria è stata fatta da migranti. Io dico: cuore aperto per ricevere, accogliere, far crescere, integrare. Dico anche che il governante deve usare prudenza e che la prudenza è la virtù del governante”.

E poi, Vecchi salta ad un altro concetto, spezzando questa riflessione: “L’ho già detto, è un’equazione difficile, è un problema di amore, di solidarietà. Ma si deve pensare realisticamente. Un modo di risolverlo è aiutare i paesi da dove emigrano, investire dove c’è fame, l’Europa è capace di farlo”.
Cosa ha saltato il giornalista del Corriere della Sera? Ecco il pezzo mancante: “Vedo cosa fa Sant’Egidio, integra subito. Ma gli svedesi l’anno scorso hanno detto ‘fermatevi un po’, perché non possiamo finire il percorso’. E questa è la prudenza del governante, ed è un problema di carità, amore, solidarietà e ribadisco che le nazioni più generose in questo nel ricevere, sono state l’Italia, la Grecia e anche un po’ la Turchia”. E poi riprende con la parole “si deve pensare realisticamente”.

Se analizziamo in profondità la risposta del papa, alla luce dell’aggiunta, ci accorgiamo che il suo pensiero cambia radicalmente rispetto alle interpretazioni giornalistiche. Il “pensare realisticamente”, diventa la logica conseguenza della “prudenza”, che a sua volta è legata alla scelta degli svedesi, i quali hanno ridimensionato l’accoglienza senza limiti. Una cosa estremamente diversa.
Cioè, siamo in perfetta linea col pensiero che da sempre papa Francesco ha sull’immigrazione: l’accoglienza sostenibile. La Chiesa parla ai cuori, alle coscienze, il compito della politica è governare la realtà.

Accoglienza sostenibile, dunque, tarata alla capacità di assorbimento degli Stati, dal punto di vista logistico (le case), sanitario (gli ospedali), lavorativo. Proprio nel nome di quella umanità, della carità, di quell’ amore e di quel rispetto della dignità umana, centrali per la religione cattolica, che al contrario, un’integrazione ideologica sbracata, ha dimostrato di non saper tutelare, con le ripercussioni in termini di disagio, devianza e sicurezza che tutti conosciamo.

E poi, il papa, sempre grazie a quella aggiunta, al pezzo mancante, ha riconosciuto il ruolo dell’Italia nel settore (non bocciando pregiudizialmente i nostri governi presenti e passati), insieme ad altri paesi e l’auspicio, un altro principio che cozza con l’utopia cosmopolita (tutti apolidi, tutti precari, tutti liquidi al servizio dell’economia), che ogni persona abbia il diritto, oltre che di migrare, anche di avere una propria patria, cioè di restare nella propria patria, invitando l’Europa a muoversi in tal senso.

Insomma, nessuna adesione alle polemiche in corso. Ci dispiace per i media del pensiero unico. I credenti e la Chiesa, hanno al centro l’uomo, l’integrazione quella vera, e non si ascrivono né al partito dei buonisti, né dei cattivisti, né al partito del “tutti dentro”, né al partito del “tutti fuori”.
Naturalmente chi scrive non ha l’ambizione di interpretare il papa, ma solo quello di contribuire alla chiarezza.

La speranza è che il giornalista del Corriere abbia tagliato per altre ragioni le frasi del Pontefice. Ma il sospetto di un uso ideologico di Bergoglio è forte, considerando la strategia mediatica di tutti i giornali liberal: esaltazione del papa quando parla di immigrati e di apertura verso i divorziati e i gay, e oscuramento assoluto quando parla contro l’aborto, il gender, la droga, i matrimoni egualitari e quando difende la famiglia naturale etc.

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