Parla il filosofo Fusaro: “Luxuria e Santanché, facce della stessa medaglia”

Interviste

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“Il denaro è l’unico vero strumento di libertà”. Lo ha detto la parlamentare di Fratelli d’Italia Daniela Santanché tenendo una lezione ai bambini nel programma di RaiTre Alla Lavagna. La Santanché, che aveva protestato giorni fa per la lezione sul sesso tenuta da Vladimir Luxuria, rispondendo alla domanda di una bambina ha detto: “I soldi servono a essere liberi. Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà”. Naturalmente non sono mancate le polemiche e Lo Speciale su questo ha chiesto il parere del filosofo Diego Fusaro. 

“Il denaro è l’unico vero strumento di libertà” ha detto Daniela Santanché ai bambini che le stavano di fronte. Come commenta?

“La Santanché è un’esponente di punta di quella che io considero la destra liberista del denaro, il cui motto è ‘meno Stato e più mercato’. Ma più che commentare lei, mi sento di criticare chi ha strutturato questo programma. Prima abbiamo avuto Vladimir Luxuria che ci ha spiegato il nuovo ordine erotico, e subito dopo è arrivata la Santanché che ci ha illustrato il nuovo ordine economico. Mi sembra tanto una forma di indottrinamento manipolatoria del popolo, affinché si adegui al nuovo ordine mondialista egemonizzato dal mercato e dalla forma merce”.

“I soldi servono a essere liberi. Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà” ha detto rivolta ad una bambina. Che c’entra l’essere donna con il denaro?

“In effetti la concezione di libertà, come intesa dagli araldi del pensiero unico liberista, dipende dal denaro. Più sei ricco, più libertà puoi comprare. I rapporti tradizionali di signoria e servitù si ridispongono in forma economica. Chi ha il denaro è signore, chi non ce l’ha è servo. Nulla di nuovo sotto il sole rispetto al discorso di Marx. Che l’abbia detto una donna credo che sia l’esempio di una società in cui il denaro diventa una sorta di grande livellatore generale come diceva sempre Marx. Non conta più nulla, al di là del differenziale del denaro. Il capitalismo finisce così con il generare un profilo unisex dove non ci sono più donne e uomini ma soltanto ricchi e poveri. Ma questo la Santanché non lo ammetterà mai. L’unica vera differenza la fa il potere d’acquisto di ciascuno, per il resto tutti sono omologati”.

Prima Luxuria con il sesso transgender, poi Santanché con i soldi. Possibile che per gli autori del programma questi sono valori da insegnare ai bambini?

“Non mi stupisco di questo, perché è tutto perfettamente coerente con quello che io definisco il turbocapitalismo post 1989, che è di destra per quel che riguarda l’economia, e di sinistra invece sul piano dei costumi. La Santanché catechizza che il vero potere è quello economico, mentre Luxuria insegna ad adeguarsi alla nuova visione del mondo, dove non esiste alcuna comunità, ma c’è soltanto l’individuo libero di fare ciò che vuole. In un certo senso la prima insegna la deregulation economica, l’altra l’anarchismo dei costumi. Ma sono le facce di una stessa medaglia. Potrebbero essere anche la stessa persona che svolge ruoli diversi e interpreta personaggi diversificati”.

Però come giudica il fatto che entrambe hanno criticato la lezione dell’altra, accusandosi a vicenda di essere diseducative?

“Questa cosa fa ovviamente ridere, perché forse nemmeno loro si rendono conto di essere parte di uno stesso gioco, di essere interpreti della destra del denaro e della sinistra del costume che insieme marciano unite per rendere possibile il trionfo dell”aquila a doppia apertura alare’, ossia il capitalismo mondialista. Mi farebbero ridere se non ci fosse da piangere”.

 

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