Ecologia sinistra. Quello che i “gretini” non hanno capito

Politica

Li hanno già ribattezzati i “gretini”. Chi sono? i seguaci di Greta Thumberg, che hanno scioperato in tutto il mondo “civile”, gridando che un “altro mondo è possibile”.

Naturalmente l’ecologia è un patrimonio da salvaguardare e il degrado del pianeta dipende da un sistema economico che ha pensato soltanto al profitto, allo sfruttamento delle risorse e ha concepito l’ambiente unicamente come scenario fiabesco e non come ecosistema da valorizzare.

Per ciò che riguarda la bambina, dal cognome che ricorda il marchio di una birra, e dallo “sguardo adulto”, più che candidarla al premio Nobel, bisognerebbe semplicemente non strumentalizzarla.
Le icone, i simboli e le Madonne pellegrine, lasciatele al mondo degli adulti che ha distrutto la terra. Si trovino loro, le lobby, le istituzioni, le caste, i simboli, le icone, dei loro successi e fallimenti.
Niente di sbagliato che i piccoli e i giovani sfilino per le loro idee.

Ma il tema è un altro: basta con gli slogan astratti. Un altro mondo possibile è una narrazione ideologica che toglie l’uomo dalla realtà, considerandola come negativa e frutto di politiche sbagliate, ovviamente fatte da Trump e simili. Come hanno evidenziato i canti di piazza, a cominciare dalla resistenziale “O bella ciao”, in salsa verde.

Dimenticando che se siamo a questo punto, lo dobbiamo allo scontro storico tra due mentalità politiche contrapposte: l’antropocentrismo che considera l’uomo un Dio che non rispetta altro che il suo ego, le sue pulsioni, l’economia, il successo, il guadagno, i desideri che devono diventare diritti, figurarsi se rispetta la natura. E dall’altra parte, la mistica museale della natura, che eleva a rango di divinità le scimmie, i cani, gli insetti e mette l’uomo al lato. Disegnando una natura fiabesca, pagana e infantile, incompatibile con lo sviluppo e la società organizzata.

Come non capire che le marce astratte sono al servizio sempre di qualcuno che astratto non è? Chi è sceso in piazza per la libertà, i diritti, l’integrazione, la pace a Milano, si è reso conto che ha sfilato per Sala e la nuova sinistra politica?

Chi ha marciato con Greta e tutti i “gretini”, si è reso conto che sta contribuendo alla nascita di una nuova sinistra planetaria che morta politicamente, intende risorgere da ecologista in Europa contro sovranisti e populisti?
E infine, una domanda: questi ragazzi tanto sensibili verso la natura e l’universo, si impegnano anche a migliorare moralmente la loro singola vita? Fanno a meno dell’alcol, della droga, dello sballo?

Un ragionamento che riguarda ancora una volta gli adulti. I nuovi ecologisti, il nuovo business dell’ecologia, foraggiato da lobby e imprese multinazionali che sfruttano i minori in Asia, sanno che il degrado della Terra nasce dalla crisi culturale e morale che pure le loro idee, laiciste, hanno determinato?

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